Appello al Governo di Battista: “Servono un’azione rapida e stanziamenti congrui al patrimonio viario”

Il presidente della provincia di Campobasso lancia un appello accorato al Governo centrale, in merito alla necessità di intervenire sul patrimonio viario regionale, ovvero strade, viadotti e ponti. Tale richiesta assume ancora di più importanza soprattutto alla luce della tragedia che poco tempo fa ha colpito Genova, e che è costata la vita a più di 40 persone.

La rete viaria del territorio di Campobasso, più volte colpita dalle scosse telluriche nel corso del tempo, infatti, necessita di una manutenzione, non solo straordinaria, ma anche ordinaria, che non può essere attuata, poiché i trasferimenti destinati alle Province sono esigui. In questo modo la sicurezza degli automobilisti non può essere garantita, facilitando l’insorgere di incidenti e di situazioni incresciose, spesso causa di danni e malumori.

Battisti più volte si è fatto portavoce di una situazione ormai non più sostenibile e che sta generando forti disagi. Dalla sua elezione, infatti, il presidente ha cercato, anche con la collaborazione dei presidenti aderenti all’Upi, di attirare l’attenzione del Capo del Governo e dei ministri competenti, affinché venissero stanziate le risorse necessarie per effettuare attente verifiche tecniche in corrispondenza delle opere viarie, che, più delle altre, risentono del trascorrere del tempo, ma anche per consentire i lavori di messa in sicurezza di strutture ormai a rischio di crollo o non più in grado di garantire la sicurezza degli automobilisti.

«Abbiamo 1.500 chilometri di strade parzialmente compromesse dai tagli scriteriati che si sono succeduti negli anni e che di fatto ne hanno impedito quella manutenzione e riqualificazione che le avrebbero rese più sicure e facilmente percorribili. A questi mancati interventi si aggiungano anche i danni, spesso irreversibili, provocati da frane e smottamenti che pregiudicano la percorribilità di tante arterie che, talvolta, siamo stati obbligati a chiudere creando disagi alle popolazioni delle aree in questione. Il Governo centrale non può più continuare ad ignorare il nostro appello perché, come ha sottolineato lo stesso presidente dell’Upi Achille Variati, le Province hanno in gestione 130mila chilometri di strade e circa 30.000 tra ponti, viadotti e gallerie e i tecnici provinciali non possono più effettuare solo semplici controlli ‘a vista’ e, in caso di pericolo evidente chiudere le arterie o specifici tratti». Con queste parole Battista ha cercato di spiegare l’annosa situazione viaria, in cui, ormai da anni, si trova Campobasso, ma anche l’intero territorio del Molise, giacché i fondi a disposizione sono troppo limitati per garantire un intervento efficace e duraturo.

Inoltre, ha specificato, che tale incresciosa situazione che «ci ha visti costretti a depositare esposti alle Procure spiegando la situazione di emergenza e di crisi in cui si trovano i nostri territori, illustrando, inoltre, la nostra impossibilità di azione e soprattutto i probabili rischi a cui va incontro la popolazione. Al ministro Toninelli abbiamo spiegato le nostre enormi difficoltà, e l’urgenza di trovare fondi per la manutenzione e per i controlli al fine di scongiurare altre tragedie come quella di Genova. Servono un’azione rapida e stanziamenti congrui al patrimonio viario di cui siamo gestori. Ci faremo ancora una volta promotori delle esigenze di sicurezza della nostra gente, nella speranza che il Ministro possa incontrarci al più presto per stabilire, insieme, un’indispensabile tabella di marcia che delinei gli interventi. Ma non c’è più tempo da perdere: la sicurezza dei cittadini è un’assoluta priorità e non può più attendere».

Parole forti ed accorate, che fanno capire l’importanza di intervenire repentinamente per evitare situazioni deplorevoli, come quella che si è verificata presso il capoluogo ligure il 14 agosto scorso, che ha portato, non solo ad un forte disagio viario, ma, cosa più importante, alla perdita di oltre 40 persone. Un tragedia, che secondo molti poteva e doveva essere evitata, e che pone ancora una volta l’accento sulla necessità di attuare una manutenzione adeguata presso l’asse viario italiano.

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