Molise Pride: Campobasso si schiera contro l’omofobia

Grande successo per il primo Molise Pride, che si è tenuto sabato scorso a Campobasso, richiamando ben 5 mila persone, molte delle quali provenienti fuori dalla regione. Tra i partecipanti, anche il governatore Donato Toma, che ha voluto esserci nonostante la Regione, a differenza del Comune, non avesse concesso il patrocinio all’evento. “Sono stato invitato da una persona perbene ed io che sono una persona perbene ho accettato l’invito. Non ci vedo nulla di strano”, ha così commentato Toma. E, ancora, parafrasando Voltaire: “sono pronto a battermi al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente“.

L’evento arcobaleno, nonostante le minacce di bombe ed i cappi al collo dei giorni passati, ha preso il via in Piazza Cuoco, nei pressi delle stazione ferroviaria, per dimostrare che il “Molise rEsiste”. Ad intervenire sono stati anche il sindaco Antonio Battista, che ha cercato di sdrammatizzare in merito alle minacce che hanno rischiato di far naufragare l’intervento sul nascere, affermando: “È esplosa la bomba, sì, la bomba dell’allegria cari bigotti preoccupatevi di voi non per noi”.

Importanti anche i discorsi del presidente del Consiglio Michele Durante, del presidente dell’Arcigay Molise Luce Visco e, soprattutto, della madrina della manifestazione, vale a dire Vladimir Luxuria, che ha affermato: “Oggi il Molise chiude i porti agli omofobi. Cari omofobi la pacchia è finita”. A seguire la parata fino all’arrivo presso la Piazzetta è stato, invece, il deputato Antonio Federico con la moglie ed il consigliere comunale, nonché amico, Luca Praitano.

Significativa anche la presenza degli attori Giorgio Careccia e di Marton Csokas, la cui compagna è campobassana. Ma si possono ricordare anche altri nomi d’eccezione, come Nadia Girardi, ex presidentessa di Arcigay Basilicata ed ideatrice del Potenza Pride, ma anche Ivana Tram, che ha presentato un suo pezzo in anteprima, con grande piacere degli astanti. Da non dimenticare sono le sigle politiche, che hanno aderito a questo meraviglioso e storico evento, come Rifondazione, Potere al Popolo, Pd e Pci, solo per citarne alcune.

Del resto , la manifestazione, che è stata animata da alcune colorate e energiche drag queen, è stata più sobria del previsto, come ha mormorato anche un passante: “Non ho notato neppure un uomo in perizoma. Ho lasciato le mie figlie a casa e invece avrei potuto farle partecipare. In fondo è vero quello che ha detto Luxuria prima, anche a Campobasso le cose si possono fare e si può vivere liberamente la sessualità senza tante rotture di scatole”. Parole che fanno ben sperare e che dovrebbero far riflettere anche coloro che non hanno preso parte al pride e che hanno ancora pregiudizi nei confronti del mondo gay e lesbo, del quale, nella maggior parte dei casi, non conoscono pressoché nulla.

Il 28 luglio 2018 segna, quindi, un nuovo capitolo della storia molisana, caratterizzato da colori, musica e sorrisi, e destinato a diventare un appuntamento costante e gradito alla comunità ed alle istituzioni. Come hanno tenuto a precisare gli organizzatori, infatti: “Campobasso ha dimostrato di non essere omofoba e che, insieme alle istituzioni, è necessario intraprendere un percorso concreto contro l’omofobia. Oggi Campobasso e il Molise hanno dimostrato di essere motivo d’orgoglio in tutta Italia, una città e una Regione che non escludono”.

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