Agnone: un’area destinata alla desertificazione

Il comune di Agnone scende sotto i 15.000 abitanti. Si tratta di un dato spaventoso, mai registrato in precedenza. In molti si stanno interrogando in merito al futuro della cittadina altomolisana.

Il problema dello spopolamento delle aree interne

Lo spopolamento sempre più insistente delle aree interne è un problema atavico, che nessuno ha mai preso seriamente. Ciò ha portato ad una vera e propria emorragia di residenti, che sta rendendo nulli i sacrifici di coloro che hanno investito e si ostinano ad abitare tra i monti a cavallo tra Molise ed Abruzzo. Alla base del tracollo di un’area destinata alla desertificazione vi è la mancanza di lavoro, l’inefficienza della viabilità, l’assenza di fibra ottica, i costanti tagli ai servizi ed il miraggio della fiscalità di vantaggio.

Un genocidio silenzioso

Di fatto, si è di fronte ad un genocidio silenzioso, anche se non dipeso dall’utilizzo di armi di distruzione. Senza strategie ed interventi immediati di chi è al governo, senza la volontà di rimanere da parte dei giovani e senza l’impegno costante da parte delle istituzioni politiche, questo magnifico lembo di terra verrà completamente abbandonato dall’uomo nell’arco di pochi anni.

Nascite ridotte ed assenza di incentivi alle famiglie

Del resto, le nascite registrate sono davvero poche, così come gli incentivi alle famiglie. Si parla, in effetti, di 2 nati al mese. Questo è il trend del momento ad Agnone. Di fatto, nel triennio 2015-2017 sono stati dati alla luce 75 neonati: meno dei decessi, che sono stati 153. Ma da cosa è dipesa la crisi delle culle che sta martirizzando la zona? Di certo, da politiche per le famiglie inesistenti, che rendono la vita difficile, se non impossibile. Eppure agevolare i nuovi nuclei con incentivi e sgravi fiscali non dovrebbe essere così difficile. Tuttavia, chi di dovere, comprese le amministrazioni locali, fanno orecchie da mercante.

Mancanza di lavoro e costanti tagli ai servizi

A spingere i giovani ad abbandonare le aree interne del Molise è soprattutto la mancanza di lavoro. Troppo spesso, infatti, vengono dimenticate le potenzialità di un territorio, che ha molto da offrire dal punto di vista agroalimentare, del turismo religioso e dell’artigianato. Ma non basta, in quanto si registrano anche tagli ai servizi essenziali. Di fatto, l’ospedale San Francesco Caracciolo rappresenta l’emblema dell’inarrestabile discesa demografica, che sta piegando la zona.

Viabilità disastrosa

Agnone e le aree limitrofe non possono contare su una viabilità scorrevole verso i centri di Pescara e Campobasso. Ciò porta sempre di più a scartare il fenomeno del pendolarismo, che potrebbe contribuire ad arrestare l’emigrazione. Un esempio concreto è dato dai lavoratori di Val di Sangro: centinaia di giovani che ogni giorno sono costretti ad affrontare un viaggio estenuante, dovuto ad un sistema viario improponibile soprattutto durante il periodo invernale. Risulta, quindi, comprensibile il fatto che molti di loro, dopo anni di sacrifici, decidano di trasferirsi nei centri della piana di Atessa. E pensare che per arginare questa situazione basterebbe un accordo tra le due regioni.

Legge sulla montagna mai pervenuta

Licenziata nel 2003 dalla Regione, avrebbe dovuto garantire una serie di agevolazioni alle popolazioni di montagna, come servizi ed una tassazione ridotta per quanto riguarda riscaldamento e carburante. Tuttavia, non ha mai preso il via ed è tutt’oggi confinata in qualche cassetto nelle stanze del potere di Campobasso. Viene rispolverata puntualmente alla vigilia di ogni campagna elettorale, ma di fatto rimane un miraggio.

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