Sospese le ricerche delle due gemelline di Agnone disperse nel Tevere dal 20 dicembre scorso

Le ricerche delle due gemelline di Agnone, Benedetta e Sara, che sono disperse nel Tevere, a Roma, dal 20 dicembre scorso, sono state sospese da circa una ventina di giorni. A rivelarlo è stata l’edizione del Corsera online.

Il rinvenimento del corpo della madre

La scomparsa delle due sorelline era stata denunciata dal padre, un importante e conosciuto professionista del posto. Appena iniziate le ricerche, fu rinvenuto il corpo della madre delle due bambine, la quale si lanciò con le piccole dal ponte Testaccio a Roma. Una vera e propria tragedia che sconvolge tutt’ora Agnone, anche perché non se ne conoscono ancora oggi le motivazioni.

La decisione di sospendere le ricerche delle due gemelline

Nonostante i corpi delle due bambine non siano ancora stati ritrovati, i Vigili del fuoco e la polizia hanno deciso di interrompere le operazioni di ricerca, che sono state portate avanti senza sosta dal giorno della tragedia. Per diverso tempo sono stati impegnati in questa stressate attività diversi uomini, due elicotteri ed uno speciale ecoscandaglio, capace di fotografare nel dettaglio il fondale del Tevere.

I soccorritori, per circa un mese e mezzo, hanno monitorato attentamente il fiume, partendo dal luogo dell’omicidio-suicidio, fino ad arrivare alla costa di Focene, avvalendosi dell’aiuto, come ha scritto il Corriere della Sera, anche di due elicotteri che, inizialmente, hanno verificato che i corpicini delle due gemelline non fossero sul greto. Successivamente, è stata la volta dei sommozzatori.

Le ricerche presso il Tevere

Fin dall’inizio delle ricerche nel Tevere, poter operare al meglio è stato difficile a causa della costante presenza di fango, che limitava la visibilità sott’acqua. Dopo aver scandagliato in lungo ed in largo la zona, si pensa, a questo punto, che i corpi senza vita delle due bambine siano stati spinti fino alla foce e, quindi, al mare. Per tale ragione, i Vigili del fuoco della caserma di via Genova hanno provato ad adottare una strategia mirata, avvalendosi della tecnologia.

Tuttavia, l’operazione messa in atto è stata estremamente complicata e ha richiesto molto tempo, poiché la telecamera ad alta risoluzione deve essere manovrata con estrema cura e lentamente, se si vogliono ottenere immagini complete del fondale. Per maggiore sicurezza, l’intero campo di ricerca è stato scandagliato due volte, ma senza risultati.

I fotogrammi ottenuti, infatti sono stati attentamente studiati al computer, ma nei circa 20 km che separano, in linea d’aria, ponte Marconi allo sbocco al mare, gli agenti impegnati nelle ricerche ed i soccorritori non hanno rivelato nulla di insolito, o per lo meno niente che facesse ipotizzare la presenza dei corpi senza vita delle due bambine. Alla luce dei fatti, quindi, sembra poco probabile, che le salme si trovino lungo il corso del fiume, bensì che siano state trasportate verso il mare. Per tale ragione si è deciso di sospendere le ricerche.

Tuttavia, la speranza di un possibile ritrovamento rimane forte sia nel padre che negli abitanti di Agnone, al fine di poter dare almeno degna sepoltura alle due gemelline che sono state strappate alla vita troppo presto.

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