É uscito il primo album delle Misthaven: 10 pezzi alternative rock, che arrivano dritti al cuore

Ieri, venerdì 12 ottobre, è uscito sulle principali piattaforme digitali il primo album delle Misthaven e c’è già chi assicura che sarà un gran successo.

La storia del gruppo

Le protagoniste di questa incredibile avventura musicale sono Francesca Bertoni ed Eleonora Petti, delle talentuose e caparbie artiste campobassane, meglio conosciute come Misthaven. Le due ragazze sono legate da una profonda amicizia, nonché dalla medesima passione per l’alternative rock, un genere musicale dalle forti influenze gotiche, del quale fanno parte anche gruppi riconosciuti a livello mondiale, come Evanescence ed Halestorm.

Il percorso delle due giovani ha inizio nel 2014, quando Eleonora, diplomata in pianoforte, decide di dare vita ad un gruppo insieme ad un amico. La giovane si dimostra da subito un abile compositrice, che non ha paura di esplorare la propria interiorità. Nel corso del tempo, all’interno della band, si sono alternati diversi elementi, fino a quando non si è presenta Francesca, una vecchia conoscenza di Eleonora, specializzata in chitarra, ma anche in violino, con il quale ha iniziato a cimentarsi al Conservatorio Perosi, dal quale, però, si è ritirata.

Francesca è diventata in poco tempo una componente essenziale del gruppo, vista l’incredibile voce suadente e profonda, perfetta per l’alternative rock.

L’uscita del primo album

La band, che in passato si era già cimentata in due EP (extended play), è attualmente composta dalle due amiche e da un chitarrista Stefano Barbaresco. Ieri, è finalmente uscito il primo, si spera, di numerosi album, intitolato “Aces“. A spiegare il significato di tale avventura musicale ci ha pensato Eleonora, che ha affermato: «Abbiamo pensato che la strada più breve per arrivare al pubblico fosse quella di offrire un prodotto accessibile a tutti e che rispecchiasse appieno il nostro lavoro. Siamo partite nel 2015 con il primo demo in elettrico contenente 4 tracce inedite, scritte ed interpretate da noi, che consideravamo ‘degne di nota’ per il pubblico, con un’etichetta tedesca. Anche il secondo demo, questa volta in acustico (solo piano e voce ndr) è composto da 4 tracce, ed è stato pubblicato sempre in Germania l’anno successivo».

La recente creazione, invece, è stata registrata presso la Bradiphouse e la Open arts, con la collaborazione di Valerio Amedei, esperto fonico e studente in musica elettronica al Conservatorio Perosi. Francesca ha tenuto a spiegare che: «L’album Aces è un progetto nato tempo fa. Avevamo già i pezzi pronti, ma lungo il cammino abbiamo incontrato diversi ostacoli. Eravamo 5 elementi, oggi ne siamo rimasti 3. Con gli altri non si riusciva a scegliere una strada comune da intraprendere. Nello specifico, noi sentivamo l’esigenza di valicare i confini attraverso un album capace di proiettarci verso un pubblico più vasto, mentre gli altri preferivano concentrarsi sul territorio, attraverso concerti live che non ci permettevano, però, di fare quel ‘salto di qualità’ che invece per noi rappresentava una priorità. Con i due demo, infatti, siamo riuscite a farci conoscere soprattutto all’estero, in Francia, in Germania, negli Usa fino in Nuova Zelanda, dove i nostri brani sono stati apprezzati e passati più volte in radio. Avendo riscontrato un interesse internazionale per il nostro lavoro abbiamo deciso dunque di continuare su questa strada».

La creazione di “Aces

L’album delle giovani artiste campobassane si intitola “aces“, ovvero “assi”, e fa riferimento ad una mano vincente a poker. Eleonora e Francesca, a tal proposito hanno spiegato che credono nei loro pezzi e pensano che siano vincenti. Per quanto riguarda, invece, la copertina è stata creata da William Mussini, regista della Incas produzioni, con il quale Francesca collabora già da tempo.

L’album è disponibile su diverse piattaforme digitali, come Spotify, Google play, Amazon e iTunes, ed è caratterizzato da 10 tracce, tra le quali si ritrova anche una cover del gruppo Alter Bridge ed una rivisitazione di un vecchio brano delle Misthaven, che è stato riproposto, al fine di dare un seguito al duro lavoro portato avanti negli anni.

Speriamo, dunque, che tale progetto, che sembra estremamente promettente, prenda piede, non solo in Molise, ma anche in ambito nazionale ed internazionale. Del resto, le due giovani artiste hanno messo passione in questo lavoro, nella speranza che arrivi al cuore della gente.

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