17-04-2012, 10:28 • Campobasso • Tecno/Scienze
Convegno sulla cura dei tumori con le tecniche mini invasive

Una concreta speranza per la cura dei tumori è data dalla possibilità di intervenire chirurgicamente; negli ultimi anni, anche grazie alle nuove tecnologie, si fa ricorso a tecniche mini invasive.
Dell'argomento se ne parlerà martedì 17 aprile alle ore 19.00, nel corso del convegno promosso dalla Fondazione di ricerca e cura "Giovanni Paolo II", presso la Chiesa di San Francesco a Campobasso.
Dopo l'introduzione di padre Celestino Centra, parroco, e di Savino Cannone, direttore generale, relazionerà Fabio Pacelli, professore dell'Università Cattolica e direttore del Dipartimento di Oncologia della Fondazione.
La chirurgia laparoscopica è una metodica che consente di effettuare interventi chirurgici senza ricorrere alle classiche incisioni con il bisturi della chirurgia tradizionale.
Sotto la guida di una telecamera, il chirurgo opera con appositi strumenti inseriti in addome attraverso piccoleincisioni della parete.
Il professor Fabio Pacelli, chirurgo e direttore del dipartimento di Oncologia, ha dato un grande impulso a questa metodica, soprattutto per la cura dei tumori. I vantaggi per il paziente sono moltissimi: minor dolore nel post-operatorio, rapida ripresa delle attività fisiche, degenza più breve e migliore estetica.
Ma l'aspetto innovativo è che, per alcune tipologie di tumori, soprattutto dell'apparato colonrettale, i risultati spesso sono più efficaci della chirurgia tradizionale, anche grazie all'uso di tecnologie estremamente innovative che consentono interventi di altissima precisione. Per il tumore del colon retto è possibile ottenere un intervento chirurgico radicale che permette di asportare non solo il tumore primitivo, ma anche un gran numero di linfonodi che costituiscono le prime stazioni di metastasi, tutto ciò avviene con incisioni minime solo quelle strettamente necessarie per consentire l'estrazione del materiale da asportare.
Il tumore ha una recidiva soprattutto nell'arco dei 12 mesi, a due anni di distanza dai primi interventi realizzati, si riscontrano ottimi risultati; i pazienti trattati con questo tipo di metodica sono in buone condizioni e non è stato necessario re-intervenire.
Il professor Pacelli nel corso del convegno approfondirà l'argomento e sarà disponibile a rispondere a domande e chiarimenti dei partecipanti.
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