02-07-2012, 8:40 • Campobasso • Cultura
La dinastia Brueghel

La migliore produzione degli artisti fiamminghi di gran rilievo tra il XVI ed il XVII secolo, proposta da Sergio Gaddi assessore alla cultura del Comune di Como e Doron J.Lurie conservatore dei dipinti antichi al Tel Aviv Museum of Art.
Le opere di Pieter Brueghel il Vecchio raccontano follie perversioni e moralità dell'umano ispirandosi all'opera prima di Hieronymus Bosch "I sette peccati capitali" presentata in anteprima alla mostra di Como:
"Il secondo Girolamo Bosco" l'appellativo che il Guicciardini riserverà a Pieter il Vecchio, quale padre del comico e del grottesco, capostipite dal segno finissimo, padre di Pieter il Giovane e Jan il Vecchio. Quest'ultimo anche definito "dei velluti", per i tratti iper descrittivi delle sue immagini mutanti in realtà disegno e colori, di una tecnica che anticipa secoli avanti i pixel della fotografia. Allegorie, scene popolari, fiori in nature morte, condanna del male che circuisce il bene, nel contesto di paesaggi animati dalla varietà delle figure umane descritte nelle espressioni più vere ed avvolte in profonda ironia.
"Festa di matrimonio all'aperto" e "Paesaggio invernale con cacciatori sulla neve" (tema proposto in due diverse opere), rendono al meglio la parte centrale del progetto d'arte che si articola in oltre cento lavori tra dipinti e disegni.
Parte della mostra accoglie anche la produzione di artisti di elevato spessore quali Abrahm e Ambrosius Brueghel, Jan Van Kessel e David Teniers il Giovane marito di Anna figlia di Ambrosius.
"I sette peccati capitali", "Il censimento di Betlemme", le diverse "Allegorie" le opere che anche rendono la validità del programma artistico di livello internazionale, suscitando interesse in un folto pubblico ammaliato dalla forma e i colori della migliore tradizione pittorica europea del periodo.
Passaggio di immagini che in un linguaggio semplice e pur sempre attuale, descrivono drammi e tensioni comunque presenti nelle diverse realtà storiche caratterizzate ognuna dalle derive dell'umano.
Valido investimento in cultura, che il Comune di Como offre tra gli affreschi nella penombra discreta di Villa Olmo, nel contesto solare del lago ispiratore di scrittori e poeti.
Specchio azzurro immerso nel verde delle colline lombarde che disegnano l'orizzonte, catturando lo sguardo al tramonto che insegue i sentieri dei ricordi........ in una realtà frenetica ancor più scandita dai ritmi crescenti del tempo.-
Ermenegildo Iantomasi
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