24-07-2012, 21:45 • Campobasso • Politica
Claudio De Luca la voce della coscienza molisana
Ho letto con molta attenzione l'articolo che chiama in causa, non in qualità d'imputato, l'ottimo collega De Luca. Un corsivo che pone le basi per alcune considerazioni che potrebbero apparire scontate invece non lo sono affatto. In una regione dove le chiacchiere che Goldoni avrebbe potuto inserire nel testo "della bottega del caffè" sono lo sport preferito di chi al posto di agire, poiché siamo all'ammazza caffè, per giunta senza zucchero con un retrogusto amarissimo, addita e pontifica su quanto viene scritto lanciando strali e minacce a volte non troppo velate all'indirizzo di chi ascolta quotidianamente la gente che non ha né modi, né maniera di essere ascoltata, sono assolutamente da isolare e se del caso esiliare perché dannose al sistema al quanto malandato e compromesso; ecco perché condivido i contenuti degli articoli di De Luca.
Il quale, analizza con la freddezza, sagacia e intelligenza non solo i fatti ma soprattutto le azioni che, in questa realtà, sono messe in atto da attori che recitano a soggetto in teatri di quart'ordine dando corpo ad un testo frutto di altri e pieno, anzi zeppo di contraddizioni che, purtroppo per chi vive nel Molise, sono attuali.
De Luca è capace di sintetizzare in poche righe, il disagio che serpeggia tra la gente sempre più sconcertata, sempre più in ansia per quello che il futuro riserva; anche se il nostro futuro visto i tagli e i possibili accorpamenti potrebbe essere stato scritto da tempo.
De Luca sferza, sprona, stuzzica con maestria quelli che sono osannati dai cosiddetti perbenisti ben pensanti che costituiscono il sottobosco che alimenta il malcostume chiamato Politica. Una situazione che Prima Pagina Molise, grazie a collaboratori come De Luca, con la capacità di guardare oltre la siepe, evidenzia ogni giorno a dimostrazione che la distrazione e soprattutto le chiacchiere sterili e forvianti non interessano. Ecco perché quando ho letto l'articolo mi sono detto è proprio vero il detto locale: "quando il pastore non sa che fare intacca la mazza" nel senso che la verità quando scotta lascia il segno e in questo caso il segno è ben delineato perché come si legge nelle righe che chiudono l'articolo: ... a noi ormai fuori tempo massimo la risposta non interessa più.
Perché? E' semplice le risposte senza alcun nesso logico interessano gli altri certamente non chi tutti i giorni è in prima linea per dare corpo a quello che i molisani sentono perché se fosse così sarebbe meglio spegnere il computer e ritirarsi in buon ordine con la speranza, vana, che le cose possano migliorare. De Luca continua così trovi in moltissimi lettori gli interlocutori giusti e non i servi sciocchi che prima si beano e poi visto l'arrivo della sorte avversa se la danno a gambe.
Massimo Dalla Torre
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