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18-06-2012, 11:40 • Campobasso • Politica

I dubbi e le attese degli esiti-Imu, con certe istituzioni che remano contro

Egidio Pedrini, Sindaco di Zeri, ha scritto ai suoi colleghi Sindaci, facendo partire una nota circolare in 8.101 copie con cui ha voluto raccomandare, al momento opportuno del pagamento dell'Imu, di richiedere ai Prefetti ed al Viminale un Commissario ad acta, a causa dei "sospetti profili di incostituzionalità dell'imposta in riferimento agli articoli 3, 47 e 53 della Charta".

Dal 18 giugno in poi, il professor Monti giocherà la partita più importante del suo Governo. In sostanza, vorrà verificare se il pagamento della prima rata dell'Imu, acronimo dell'imposta sugli immobili reintrodotta dal Decreto "Salva Italia", sia andato a buon fine, considerato che si tratta di una sorta di pilastro della manovra di bilancio 2012 del nostro Esecutivo di tecnici. Sul piano del gettito, essa costituisce una vera incognita almeno per tre ragioni:
1. per la recessione in corso, accompagnata dalla crisi di liquidità sistemica che incide non poco sulle opzioni di vita quotidiana degli Italiani;
2. per il ventennio berlusconiano quando (anche se non era vero) è stata sempre proposta quella ricetta che piaceva ai connazionali del "noi non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani";
3. per la mutazione delle tendenze della società, nel senso che, ciò che era sentito e vissuto come dovere fiscale venti anni addietro (in maniera relativamente omogenea), oggi potrebbe assumere sfumature variegate rispetto all'obbligo di adempimento spontaneo.

Per dirla senza giri di parole, il rischio è quello per cui l'Imu possa trasformarsi in una sorta di canone Rai; vale a dire in un tributo che risulta essere ampiamente evaso dagli Italiani perché non amano corrisponderlo spontaneamente. Secondo una recente indagine del Codacons, ben il 27% dei contribuenti evade la gabella annuale deliberata a favore del servizio pubblico radiotelevisivo. Si tratta di una percentuale enorme, soprattutto se si trattasse di un dato effettivo e non gonfiato. Tra l'altro, per mettere in crisi questa nuova imposta municipale basterebbero aliquote di evasori di gran lunga inferiori perché il Fisco, nella sua capacità di tenuta, fonda la propria azione soprattutto sull'adempimento spontaneo della quasi totalità dei contribuenti. "Compliance", la chiamano gli anglofoni che, con tale termine, indicano il pagamento, da parte dei cittadini, delle tasse dovute senza che vi sia stata pressione alcuna dell'Amministrazione finanziaria. Or bene, sarebbe chiaro che, se l'Imu avesse a registrare una bassa "compliance", ci sarebbe davvero di che preoccuparsi; e non soltanto per il buco nel gettito che si verrebbe a creare, quando anche perché se ne originerebbe una frattura non facile da ricucire tra il corpo elettorale e la classe politica.

Il brocardo "no taxation without representation" (niente tasse senza diritto al voto) andrebbe rideclinato secondo le logiche della rappresentazione democratica contemporanea per cui non dovrebbe essere più il solo Parlamento a decidere le tassazioni da imporre ma anche la democrazia partecipativa (ed allargata) prodotta dal web e dalla rete. Senza contare che una elevata non "compliance" dell'Imu costringerebbe la macchina fiscale alla effettuazione di milioni di accertamenti, mandandola in panne. In effetti, tutte le Amministrazioni sono organizzate solo per gestire una eccezione quantitativamente contenuta; ma ben difficilmente potrebbero far fronte ad una disobbedienza civile di massa. Eppure il pagamento dell'Imu è importante per l'Italia se, come Stato, vuole permanere nell'euro. E questo il prof. Monti lo sa bene.

Eppure c'è chi naviga contro nelle stesse istituzioni (oltre alla Santanché ed alla De Camillis); e addirittura non soltanto a parole, bensì con i fatti. Non c'è da stupirsi nel vedere cosa è capace di fare un signore che ha guidato le relazioni esterne dell'"Alitalia" ai suoi tempi migliori; e che, sugli scranni del Parlamento, è passato dalla Dc ("Sono un orfano e non certamente un ex", usa dire), attraverso Clemente Mastella, fino all'Italia dei valori del Molisano Antonio Di Pietro. Oggi il Nostro è rimasto iscritto all'Associazione ex-parlamentari e si chiama Egidio Pedrini, è Sindaco di Zeri, Comune in provincia di Massa-Carrara, demograficamente forte di 1.217 abitanti residenti e di centinaia d'altri emigrati in tutto il mondo, dal Paraguay alla Svizzera.

Il prefato primo cittadino ha scritto a tutti i suoi colleghi Sindaci, facendo partire 8.101 missive attraverso i cui contenuti ha voluto raccomandare che abbiamo a comportarsi almeno come lui; vale a dire che, al momento opportuno del pagamento dell'Imu, richiedano ai Prefetti ed al Viminale un Commissario ad acta, a causa dei "sospetti profili di incostituzionalità dell'imposta in riferimento agli articoli 3, 47 e 53 della Charta". Se soltanto gli rispondesse affermativamente una piccola percentuale di primi cittadini (pure soltanto un migliaio) potrebbero crearsi seri problemi organizzativi per il Governo. E questo Pedrini lo sa bene. "Prima di partire con la mia iniziativa - ha spiegato - mi sono assicurato un certo numero di adesioni".

Ma perché ce l'ha tanto con questa tipologia di imposta? Oltre ai dubbi di costituzionalità, non gli piace il fatto che i proventi non siano di pertinenza dei Comuni quanto dello Stato e la circostanza che questa tassa sia "profondamente iniqua". E sì perché, nei piccoli paesi ad alto tasso di emigrazione, una seconda casa "non può di certo costituire un indice di agiatezza, dovendo essere considerata la modesta abitazione originatasi dalla memoria di un bisnonno o di un trisavolo". Ma non solo perché poi c'è il discorso sulle pertinenze "che, spesso, sono soltanto delle vere e proprie baracche". Pedrini si chiede se il Commissario ad acta, ove investito, prenderà in considerazione quella in cui c'è un po' di legna o quella in cui magari c'è qualche vecchio attrezzo abbandonato. Il quadro, come descritto, è quello di tante comunità italiane costituite per lo più da anziani costretti ad aiutarsi l'un l'altro. Cosicché, mentre si accalora sull'Imu, l'ex-parlamentare medita già sulla prossima battaglia: "Il Governo sta rimandando il pagamento delle tasse per le zone terremotate, e va bene; ma perché non lo ha fatto pure per quelle alluvionate della Toscana e della Liguria?".

Ci sarà altra posta in arrivo per i Sindaci italiani? Chissà! Ma, a proposito: cosa hanno pensato di fare i Di Bartolomeo, i Di Brino, i Giardino, i Facciolla quando hanno ricevuto la lettera di Pedrini? Visto che la Stampa locale non ne ha parlato, c'è da presumere che non abbiano manco sentito il dovere di "informare", doverosamente, i propri amministrati di quanto bolliva in pentola.

Claudio de Luca

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