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11-06-2009, 16:17 • Bojano • Mediateca

In esclusiva per Prima Pagina Molise il nuovo singolo della Riserva Moac: Ecce Moac!

Mattinata calda per intervistare, ma noi abbiamo trovato una nicchia fresca per farci due chiacchiere con il cantante della band Pacha Mama, sul nuovo ed atteso secondo album della Riserva Moac "La Musica dei Popoli".


13 tracce
dove le contaminazioni musical culturali vengono fuori in maniera più evidente e marcata. Energie nuove quelle dei Moac, estremizzate da chitarre più elettriche, uso maggiore di synth con vari riferimenti a beat che ricordano quelli Balcanici. Non mancano all'interno del cd i suoni più tipici ed acoustici del gruppo (come quelli di Bienvenido o Tiemp' ugual), ma il gruppo è cresciuto ed ovviamente sperimenta mettendosi sicuramente in discussione con questo nuovo lavoro.


Il disco lavorato e registrato nel Sound Studio Service di Città di Castello (posto che ha visto passare personaggi del calibro nazionale di Subsonica, Frankie Hi-Nrg, Modena City Ramblers, etc...), ha impegnato  i Moac e gli ingegneri del suono per diversi mesi negli studi in un lavoro di missaggio e di editing del disco, dando alla luce una produzione con un suono sicuramente diverso e migliore di quello del passato.


I Testi, come al solito sono scritti da Fabrizio Russo (Tranne "Barumbà di Giovanni Nardacchione), affrontano tematiche attualissime, quali il pensiero alla fuga dalla provincia o dal proprio paesello da loro chiamato "bastardo posto" nel pezzo "Mi lamento". L'attenzione nelle loro liriche va anche verso gli emarginati nel pezzo "La Giudecca", in cui la band paragona l'Italia di oggi ad un ghetto, dove le genti provenienti dal mare vorrebbero avere rispetto, fratellanza ed una vita migliore. Trovano, invece, un popolo da sempre migratore, ma che purtroppo ha pochissima memoria storica... Oppure nella titletrack "La Musica dei Popoli" dove si parla di avvicinare le diversità etniche dei quattro angoli della terra e magari perché no farlo proprio con questo disco!  Insomma un lavoro questo dei Moac dove la loro globalizzazione musicale è vista come metafora di vita...niente barriere, niente distinzioni, tutti insieme nello stesso Contenitore Terra pacificamente!


Il tour estivo della band è fittissimo di concerti, si parte da Spinete (CB) dove suoneranno il 23 giugno fino ad arrivare in autunno a metà ottobre per l'ultimo dei tanti concerti in Germania. Vi consiglio di andarle a leggere sul loro Myspace (www.myspace.com/riservamoac )perchè ne son davvero tante!


Novità importante del 2009 per la Riserva Moac è la collaborazione nella distribuzione capillare nella nazione del cd, "La Musica dei Popoli", affidata alla "Universal Music Italia".



Il Global Beat Sound coinvolgente della Riserva Moac è tornato!!!










Come dicevo prima nei giorni scorsi, con il sole picchiante, mi sono fatto due chiacchiere (in un luogo molto fresco) con il cantante della Riserva Pacha Mama, a voi l'intervista...


Buonty: Ciao Pacha, tutto bene? Emozionati per l'uscita del vostro nuovo lavoro?


Pacha Mama:
Ciao Buongiorno, tutto bene. Beh credo sia inevitabile non esserlo, ma è una piacevole sensazione.


B:
Allora mi sembra giusto iniziare a parlare del singolo "Ecce Moac", che noi di www.primapaginamolise.it abbiamo avuto l'onore di avere in anteprima nazionale il video in streaming e poi dicci qualcosa sul nuovo album in uscita nazionale il prossimo 26 giugno, "La Musica dei Popoli".

P.M. : Si, Ecce Moac l'abbiamo pensato come manifesto tra virgolette "programmatico" di questo corso della Riserva. In questi anni c'è stata sempre la richiesta di sapere la "Moac" che cosa significa e che cosa vuol dire, a questo punto c'abbiamo fatto un pezzo proprio per chiarire...in queste quattro lettere c'è tutta la simbologia ed il concetto che noi vogliamo portare avanti. In "Moac" ogni lettera esprime un immagine, un significato che possa ricondurre al nostro progetto musicale che è quello di cercare di avvicinare le diversità considerandole come un valore aggiunto e non come un nemico da fuggire, dove le distanze geografiche vengono abbattute e metaforicamente vengono gettate  a terra barriere, sistemi razziali e tutto quello che può essere un confine.

Letteralmente e storicamente il nostro nome deriva da "Molise. Oriente.  Africa. Cuba", che sono le influenze principali, musicali e culturali che noi abbiamo messo nella nostra musica, ma che poi traslandolo può significare qualsiasi posto del mondo con la M, O, A, C. Insomma il senso è che la musica avvicina tutti i popoli, le culture, le differenze e creano qualcosa di effettivamente unitario e solidale .


B: Lo avete già proposto dal vivo il singolo?


P.M.:
  Si l'abbiamo già proposta e sperimentata!


B: Come vi è sembrata la risposta del vostro pubblico?


P.M.:
Direi bella, positiva, attenta e spiazzante nel senso buono del termine, perché si sente subito che è un sound nuovo totalmente differente da quello del passato, d'altronde son passati anche quattro anni ed il gruppo è cresciuto e si è evoluto.


B:
Guardando il video, per il quale devo farvi i complimenti, ho notato che siete tornati un po' all'elettronica e chi vi conosce dagli esordi sa di cosa sto parlando.


P.M. :
Vero, l'album si muove su due piani, quello acoustico che potrebbe essere avvicinabile ad alcune sonorità di "Bienvenido", più classiche e Folk dove prevalgono gli strumenti tradizionali come zampogna, ciaramella, fisarmonica e chitarre acoustiche e poi quello dello sviluppo, in cui abbiamo usato l'elettronica...


B:
E lo sviluppo potrebbe essere anche il BalkanBeat?


P.M. :
Lo sviluppo è il BalkanBeat è il suono globale, il più internazionale possibile e quindi intervengono molte chitarre elettriche e molti Synth. Durante le registrazioni abbiamo lavorato e collaborato parecchio con il chitarrista di Frankie-Hi Nrg, che si è curato tutta una parte elettronica ed in molti pezzi è presente un tappeti elettronici elaborati e ragionati che in "Bienvenido" erano presenti magari soltanto in "Ohi Mama". Quindi una presenza molto più marcata dell'elettronica.


B:
C'è una certa differenza di qualità nell'editing di "Bienvenido" e in quello de "La Musica dei Popoli"?


P.M.:
Direi abissale, c'è un lavoro sonoro importante. C'è una differenza sostanziale dalla ripresa dei suoni, all'elaborazione degli arrangiamenti dove sono intervenute anche persone esterne, insieme a Gianni e Roberto, come Leonardo Fresco giovane ed interessante collaboratore di Jovanotti e Francesco Bruni chitarrista di Frankie-Hi Nrg, insomma in questo Studio di Città di Castello ha preso un suono che, secondo noi, è molto più Internazionale rispetto a quello del passato.


B: Chi è che ha l'occhio anzi, fammela passare questa,  "l'orecchio" più lungimirante all'interno del gruppo ?


P.M. :
A livello di ricerca, di cultura musicale e come capacità di unire le varie influenze musicali è sicuramente Roberto, poi ogni singolo membro del gruppo ha messo degli influssi meno ragionati, più d'impatto e di culto personale, anche perché molto più del passato ognuno mette il suo. Ovvio che nel gruppo la matrice tradizionale e popolare è alla base e da lì tutti insieme ci costruiamo su questo Global Beat Sound, che ci caratterizza e credo che in quest'ultimo album sia ancora più evidente.


B: Cambiando argomento, parlando di concerti e tornado un po' indietro nel tempo com'è stata l'esperienza del 1° Maggio 2005. Le che emozioni avete provato a suonare davanti a 800mila persone?


P.M. :
Sai ci si sente bene e male, io personalmente ancora più emozionato e provato...la settimana prima ero stato operato alle corde vocali, quindi prova ad immaginare le mie paure! Però poi arrivi su quel palco, ti tremano le gambe, adrenalina fortissima, emozione enorme ed è proprio lì in una situazione del genere capisci che cosa significa fare Musica. Ti rendi conto che quando fai Musica, hai in mano un mezzo di comunicazione fortissimo e quando stai davanti a 800mila persone in piazza e più o meno un milione a casa che si mette davanti alla TV che cerca di capire i nuovi influssi musicali, ti rendi conto effettivamente che hai un amplificatore enorme e quindi la tua voce il tuo messaggio il tuo sound può esplodere ed arrivare alle persone. In questo senso il musicista ha una grossa responsabilità, quella di esprimere al pubblico una propria visione del mondo e delle cose, di comunicare anche un proprio "appello" musicale e di parole alle persone che ti stanno ascoltando dal vivo ed in TV.


B: Parlando sempre dei Media e della comunicazione, Internet  quanto è importante per una band musicale emergente?


P.M. :
Io non mi immagino come abbiano fatto gruppi come i Led Zeppelin ed i Pink Floyd allora senza questo strumento! Oggi  l'uso "BUONO" di internet e non l'abuso volgare e superficiale, è una grossa manna dal cielo per i musicisti che vogliono promuoversi. E' molto più facile far passare una linea, un messaggio, una notizia, una informazione tramite la rete, perché mi sembra sia rimasta l'unica parvenza di libertà mediatica che ancora si salva. Comunque non riesco ad immaginare una Riserva Moac di quindici anni fa che doveva fare tutto da sola senza questo grande mezzo di comunicazione.


B: Vi ha aiutato parecchio vero?


P.M.:
Ci ha aiutato tantissimo!


B. Credo sia stato fondamentale nel contatto con i vostri fans?


P.M.:
La rete avvicina le persone, ovvio si è più raggiungibile ed i rapporti con i nostri fan ce li gestiamo noi personalmente tramite i social forum (Myspace/Facebook).


B: Avete un ottimo rapporto con loro vero?


P.M.:
Si si è davvero buono tanto che ci vediamo spesso, facciamo dei raduni. C'è gente che viene da Forlì tipo Gabriele che  fa il pulmino, carica gli altri amici e vengono qui da noi...stiamo insieme, suoniamo ci divertiamo insomma. Questa è una cosa che dall'inizio, da quando esistiamo non è mai cambiata. Il rispetto del pubblico e delle persone che ti seguono è fondamentale. Se sei un musicista se non le consideri, non ci parli e se non le tieni come primo punto di riferimento non ha senso, sono loro che ti tengono vivo come artista e come persona.


B: Accetti le critiche dai tuoi fans?


P.M.:
Per me vale più una critica del mio pubblico che non 100 dei giornali o giornalisti! È importante il feeling che si instaura con le persone e quindi volentieri accetto sia i pregi che i difetti della nostra musica e cerco sempre di metterli nello zaino, conservarli e farne tesoro!


B: Per la distribuzione de "La Musica dei Popoli" siete passati ad una major la "Universal Musica Italia".


P.M.:
Per quanto riguarda la nostra etichetta discografica, che cura la nostra produzione, il booking, il management e le nostre serate è la "On The Road", etichetta romana che ha come artisti i Bandabardò, Carmen Consoli, Marina Rei, Paola Turci, Max Gazzè, etc etc...grandi personaggi per una etichetta ancora Indie-pendente. Un'isola felice, dove non ci sono veti di produzione, dove c'è ancora quella genuinità e libertà nel fare le cose sul piano artistico, rispetto magari alle grandi Majors che fanno uscire dischi standardizzati e stereotipati. Invece per la distribuzione del cd siamo passati alla "Universal Music Italia", che credo sarà un grosso sviluppo per il futuro della Riserva Moac.


B: Da adesso si apriranno tante porte e tanti canali per voi.


P.M.:
La cosa essenziale di tutto questo è che se vai ad esempio a suonare a Canicattì, piaci alla gente del posto e dopo vogliono comprare il disco ed il negozio non ce l'ha, la Universal è capace che dopo due giorni di fartelo arrivare, cosa che ci riusciva difficile nel passato, far pervenire il nostro cd nei posti più lontani.

La cosa più interessante è che stanno succedendo delle cose in Germania, dove gli orizzonti di apertura musicali e di cultura sono più estesi rispetto ai nostri, andremo in giro per una serie di concerti importanti in tutta la nazione, supportati anche lì da una distribuzione capillare del nostro cd. Noi comunque siamo abituati a calcare palchi all'estero, Francia nel 2003, Spagna o Germania l'anno scorso.

Manifestazioni importanti organizzate in maniera impeccabile dove la "WorldMusic" ha una importanza ed una cultura fondamentale e dove la contaminazione è il linguaggio del 2000 in cui la gente è aperta a tutte le nuove tipologie di musica. Basti pensare ad un Festival come quello di Rudolstadt, dura tre giorni ed in queste 72 ore gruppi provenienti da ogni parte del mondo suonano per farsi conoscere ad un pubblico desideroso di conoscere le culture estere. Manifestazione che muove una città intera, socialmente, culturalmente, economicamente cosa che forse non abbiamo ancora capito in Italia! Tutto questo porta solo sviluppo, tu immagina che una cittadina di 20mila abitanti che in tre giorni accoglie 100mila persone che dormono negli alberghi, mangiano nei ristoranti, comprano nei negozietti...ovvio non è la cosa "compra/consuma/crepa", ma è un sistema economico bello e consapevole che porta una crescita economica culturale e sociale non indifferente.


B: Che forse è quello che si vuole fare col Matese Friend Festival a Bojano?


P.M.:
Si è quello che si cerca di fare qui da 5 anni e poi quando usciamo fuori nazione proviamo a captare idee nuove per poi poterle sviluppare anche qui, qualcuna attecchisce e qualcun'altra no perché il tessuto culturale è diverso, ma se mai ci si prova e mai ci riesce!


B: Noi italiani non trattiamo la musica anzi la cultura musicale allo stesso modo dell'estero?


P.M.:
Assolutamente no, il loro percorso e la loro concezione di musica è opposta alla nostra!


B: Esempio stupido e forse poco attinente, quello del Deejay. In paesi come l'Inghilterra o la Francia è visto alla pari o quasi di un musicista, mentre da noi è catalogato e sicuramente a legato ad una musica prettamente da Club (House, commerciale, techno)....


P.M.:
  E' vero noi lo consideriamo come un fenomeno anni '80 e soprattutto '90 oppure legato ad un tipo di musica, ma in Francia ed in diversi altri stati ad esempio i Deejay si fanno portatori di generi musicali. Almeno del nostro settore quindi Global Beat, Balkan Beat, si specializzano in queste sonorità promuovendole con i Dj-set. Quindi anche i Deejay europei, guardano con attenzione i cambiamenti musical/culturali e si adeguano.


B: Leggevo il vostro calendario che è fitto di concerti


P.M.:
Si il primo concerto sarà a il 23 giugno Spinete (CB) e poi ce ne saranno altri in Trentino, Toscana, Lazio più una serie di concerti che verranno poi con l'uscita del disco, comunque si il calendario è pieno. In più avremo diverse date in tutta la Germania e notizia di qualche giorno fa, il disco verrà distribuito anche lì, contiamo di avere altre date ancora!


B: Beh allora Pacha io ti faccio un grande in bocca al lupo a te e tutta la Riserva Moac per questo vostro secondo lavoro e ci vediamo presto, magari per una prossima chiacchierata insieme!


P.M.:
Crepi il lupo (poverino)! E a presto...

 


BUONA MUSICA!

 


Buonty

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