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07-06-2012, 23:25 • Campobasso • Commento

Benvenuti, anche se dal web non sparate a salve

 


          Ormai la rete internet è così vasta e complessa, e nello stesso tempo l'accesso da parte degli utenti è così facile ed agevole, che appare davvero arduo organizzare un sistema di garanzie efficace e penetrante. Qualcosa però si può certamente fare, e non vi si deve rinunciare solo per il timore di vedersi additati come presunti liberticidi o antidemocratici. Vediamo perché, considerando l'altra faccia della medaglia.
          Le cose più interessanti, concernenti i commenti e le notizie che pubblica "PpM", dovrebbero essere costituite dai messaggi che se ne ottengano a riscontro; ma questo almeno quando possa nascerne una discussione, non quando magari si venga (ipoteticamente) resi destinatari di insulti del tutto gratuiti. Lo scopo di una interlocuzione non può essere semplicemente quello di offendere, seppure possa rivelarsi logico che chi circoli lungo una strada prima o poi debba finire con il calpestare un marciapiedi sporco. Perciò il punto non sono tanto le contumelie quanto piuttosto il fatto che altri vogliano "colloquiare" con "argomentazioni" a contrariis totalmente inesistenti. 

          In definitiva, trattare di fatti seri, redigendo disparate (e disperate) noterelle su di una Regione finita sull'orlo del baratro, per poi vedersi definiti "giornalai", "schiavi del sistema", "gazzettieri da Bar dello sport", oppure essere paragonati ad uno che scriva standosene sempre in piedi, sul carro dei vincitori, non può far piacere ad alcuno, soprattutto se poi non si riesca a comprendere il motivo di tanto malsano livore. Naturalmente, essere definiti "servi dei padroni" non può impressionare gran che chi non abbia mai tenuto in tasca una tessera di partito; però ti intriga comunque quell'accusa di essere "servo della Casta" proprio mentre stai accusando "lor signori" di avere rovinato una regione, incrementando i valori dei propri portafogli a spese degli elettori.

          E questo magari accade proprio quando chi scrive non ha più alcun interesse a distinguere tra una Sinistra ed una Destra (nel senso che le chiacchiere "strategiche" dell'on. Pinco sono considerate alla medesima stregua di quelle dell'on. Pallino). Ecco perché occorre domandarsi  su quali basi si possa essere definiti "servi di Berlusconi" quando magari non si è mai fatto il tifo né per lui né per Bersani e si sia sempre sostenuto che, dell'odierno dramma italiano, siamo tutti protagonisti: bianchi, rossi e neri che siamo.

          Per caso qualche lettore potrebbe rinfacciare a "PpM" di avere scritto che bisognava applaudire l'una o l'altra fazione? Non potrebbe perché, non essendo dei politici, non abbiamo l'obbligo di fare rumore con la bocca (e non solo con quella) per farci riconoscere da chi non dovrà mai eleggerci. D'altronde non avremmo da porgere alcuna miracolistica risposta né avremmo ricette da esibire per gli applausi di rito perché, in una tragedia sociale e civile, battere le mani diventa un'azione inutile. Qui è del Molise che si tratta, della nostra vita e dei nostri risparmi; dei nostri figli costretti ad andare altrove per potere praticare uno straccio di lavoro. Se il sistema salta, saltiamo tutti; ed in malo modo. Per un attimo,vogliamo riuscire a pensare al nostro Paese ed ai suoi problemi senza fare i Guelfi od i Ghibellini?

          Quel che sperimentiamo ogni giorno è il fatto che tasse, imposte e bollette stanno soffocandoci. Perciò la domanda è: si potrà parlare di queste cose almeno senza scontrarci. Oggi possiamo finalmente valutare dove ci stia portando il Governo Monti; seppure una certa idea ce la fossimo fatta sin dal principio. Ma nonostante tutto, da Italiani e da Molisani, non possiamo che augurargli ogni bene, sperando poi che almeno un pochino di questo bene possa riverberarsi su di noi. Allora, perché non tentare un armistizio smettendola di fare i dilettanti della parola dura e pura? L'Italia, il Molise, debbono sopravvivere come Nazione, come Regione, come è costretto sicuramente a fare un glòmero di famiglie in difficoltà e come deve fare un "insieme" di gente che, mese dietro mese, ha da affrontare una strada in salita per arrivare al giorno 30.

          Scriviamo queste cose dopo di avere trascorso una mattinata a saldare bollettini di conto corrente e cartelle esattoriali per tasse e per tributi vari nonché per ottemperare ai bonari inviti contenuti negli "amorosi" messaggi di cui ci rende destinatari la "cara" (in ogni senso) Agenzia delle entrate, che ti entra dappertutto; ed oramai, oltre che nelle tasche, pure dalle parti del pigio. Ma non per questo finiamo con il travestirci da "indignati" oppure tentiamo di rompere vetrine o di sputare sugli usci degli istituti di credito o di offendere modesti gazzettieri che dicono la loro su "PpM". Comportamenti siffatti sarebbero solo roba da dementi!

Claudio de Luca

 

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