04-06-2012, 19:05 • Campobasso • Ambiente
Emilio Izzo: "Perchè l'eolico ad Altilia sì e a San Giuliano no?"

Emilio Izzo, segretario regionale dell'Unione italiana lavoratori Pubblica amministrazione, denuncia quella che definisce "Schizofrenia eolica" del Consiglio di Stato che ha negato l'installazione di pali eolici a Santa Croce di Magliano, Rotello e San Giuliano di Puglia ma in precedenza aveva dato il benestare per un impianto ad Altilia.
"La sentenza del Consiglio di Stato del 23 maggio scorso - scrive Izzo - relativa al ricorso del ministero per i Beni e le Attività Culturali avverso quanto stabilito in precedenza dal Tar Molise, favorevole agli impianti eolici di 20 osceni pali nei comuni di Santa Croce di Magliano, Rotello e San Giuliano di Puglia, dimostra, se ancora ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta, come questi tribunali soffrano di strani sintomi.
A seconda di come si sentono la mattina, alcuni, ripeto, osceni impianti si possono realizzare e altri no, pur ricorrendo sempre le medesime condizioni e cioè quelle che di fatto stabiliscono l'inattaccabilità di un territorio vocato alle bellezze paesaggistiche e, quando non bastano, a quelle archeologiche. Ed ecco, come per incanto, il Consiglio di Stato, massimo organo di giudizio amministrativo, adesso ricorda che la centrale eolica di San Giuliano e compari (autorizzata dal Tar, per intenderci quel tribunale che circa un anno fa stabilì che, a prescindere da ragioni di sorta, il territorio molisano aveva già abbondantemente dato in ordine a quanto stabilito dalla Unione Europea!), non può essere realizzata in considerazione delle peculiarità paesaggistiche e non solo di quel territorio. Ma allora scusate, qui due sono gli aspetti che inducono lo scrivente a porsi domande inquietanti: si può o non si può, delle due una. E' questo un territorio paesaggisticamente parlando da rispettare? Parrebbe di sì! E' questo un territorio che ha già dato oltre ogni più disastrante aspettativa? Parrebbe di sì! E' questo un territorio dove insistono importanti insediamenti archeologici e che ciò costituisce deterrente e negazione di centrali nei loro pressi? Parrebbe di si! O forse no!
Non è stato proprio il Consiglio di Stato ad autorizzare l'impianto difronte Altilia di Sepino? Parrebbe così, o meglio è così! E allora, diciamolo chiaro, l'atteggiamento "equivoco" delle sentenze, spiazzano non poco i cittadini e quanti in questi anni si stanno battendo per il rispetto dei luoghi e della storia. Si devastano zone incantevoli, tratturi, aree archeologiche ma, come per incanto, i giudici ci dicono che si può fare salvo poi dire il contrario come in queste ore. Certo, questi signori diranno che i casi vanno visti singolarmente, che le situazioni cambiano di volta in volta, che le sentenze vanno lette per intero, che i dispositivi ruotano intorno a fatti oggettivi, che ... insomma, che i giudici sono loro e noi non siamo un .....
Ma a chi volete che interessino situazioni diverse e carta bollata di turno se, alla fine, salvo ravvedimenti delle ultime ore, di eolico in Molise ne abbiamo più che in abbondanza, iniziando da quello drammatico di Frosolone, passando per quello inquisito di Carpinone, per quello offensivo di Capracotta e Vastogirardi, per quello sul tratturo di Lucito, per questo e quell'altro ancora?! Cari giudici, dall'alto dei vostri poteri, che vi piaccia o no, avete autorizzato la tremenda centrale di Altilia e poi avete bocciato quella di San Giuliano; provate un po' voi a spiegare alla gente comune come, pur partendo dalle peculiarità dei luoghi, il responso cambia! Provate un po' voi a scendere dal gradino più alto e spiegare al popolo molisano come si può devastare una regione incantevole a colpi di carta bollata! Provate un po' voi a spiegare ai figli di questa terra che non avranno futuro ambientale, storico, culturale perché, pochi signori affaristi, aiutati da avidi uomini di potere, sostenuti da sentenze ondivaghe, hanno deciso che ‘il progresso' e il denaro prevalgono sulla storia dell'umanità!"
"La sentenza del Consiglio di Stato del 23 maggio scorso - scrive Izzo - relativa al ricorso del ministero per i Beni e le Attività Culturali avverso quanto stabilito in precedenza dal Tar Molise, favorevole agli impianti eolici di 20 osceni pali nei comuni di Santa Croce di Magliano, Rotello e San Giuliano di Puglia, dimostra, se ancora ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta, come questi tribunali soffrano di strani sintomi.
A seconda di come si sentono la mattina, alcuni, ripeto, osceni impianti si possono realizzare e altri no, pur ricorrendo sempre le medesime condizioni e cioè quelle che di fatto stabiliscono l'inattaccabilità di un territorio vocato alle bellezze paesaggistiche e, quando non bastano, a quelle archeologiche. Ed ecco, come per incanto, il Consiglio di Stato, massimo organo di giudizio amministrativo, adesso ricorda che la centrale eolica di San Giuliano e compari (autorizzata dal Tar, per intenderci quel tribunale che circa un anno fa stabilì che, a prescindere da ragioni di sorta, il territorio molisano aveva già abbondantemente dato in ordine a quanto stabilito dalla Unione Europea!), non può essere realizzata in considerazione delle peculiarità paesaggistiche e non solo di quel territorio. Ma allora scusate, qui due sono gli aspetti che inducono lo scrivente a porsi domande inquietanti: si può o non si può, delle due una. E' questo un territorio paesaggisticamente parlando da rispettare? Parrebbe di sì! E' questo un territorio che ha già dato oltre ogni più disastrante aspettativa? Parrebbe di sì! E' questo un territorio dove insistono importanti insediamenti archeologici e che ciò costituisce deterrente e negazione di centrali nei loro pressi? Parrebbe di si! O forse no!
Non è stato proprio il Consiglio di Stato ad autorizzare l'impianto difronte Altilia di Sepino? Parrebbe così, o meglio è così! E allora, diciamolo chiaro, l'atteggiamento "equivoco" delle sentenze, spiazzano non poco i cittadini e quanti in questi anni si stanno battendo per il rispetto dei luoghi e della storia. Si devastano zone incantevoli, tratturi, aree archeologiche ma, come per incanto, i giudici ci dicono che si può fare salvo poi dire il contrario come in queste ore. Certo, questi signori diranno che i casi vanno visti singolarmente, che le situazioni cambiano di volta in volta, che le sentenze vanno lette per intero, che i dispositivi ruotano intorno a fatti oggettivi, che ... insomma, che i giudici sono loro e noi non siamo un .....
Ma a chi volete che interessino situazioni diverse e carta bollata di turno se, alla fine, salvo ravvedimenti delle ultime ore, di eolico in Molise ne abbiamo più che in abbondanza, iniziando da quello drammatico di Frosolone, passando per quello inquisito di Carpinone, per quello offensivo di Capracotta e Vastogirardi, per quello sul tratturo di Lucito, per questo e quell'altro ancora?! Cari giudici, dall'alto dei vostri poteri, che vi piaccia o no, avete autorizzato la tremenda centrale di Altilia e poi avete bocciato quella di San Giuliano; provate un po' voi a spiegare alla gente comune come, pur partendo dalle peculiarità dei luoghi, il responso cambia! Provate un po' voi a scendere dal gradino più alto e spiegare al popolo molisano come si può devastare una regione incantevole a colpi di carta bollata! Provate un po' voi a spiegare ai figli di questa terra che non avranno futuro ambientale, storico, culturale perché, pochi signori affaristi, aiutati da avidi uomini di potere, sostenuti da sentenze ondivaghe, hanno deciso che ‘il progresso' e il denaro prevalgono sulla storia dell'umanità!"
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I grillini, i soldi restituiti e lo strano problema dei consiglieri regionali: 40 inviti di nozze all'anno
Succede anche questo a Palazzo Moffa. Antonio Federico e Patrizia Manzo hanno restituito 15mila euro, gran parte degli stipendi appena ricevuti. Sul web ricevono decine di messaggi di complimenti, ma nel Palazzo alcuni colleghi consiglieri gli fanno notare: «Vogliamo vedere come farete quando, come noi, riceverete quaranta inviti di matrimonio all'anno....».
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Antonio Di Rocco, di professione Boh !
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