
La testa mozzata trovata nel giardino
L'architetto venafrano Franco Valente ha subito un inquietante episodio intimidatorio. Stamattina si è trovato di fronte, nel giardino di casa sua, il capo mozzato di un montone, ancora sporco di sangue.
Valente prova a ironizzare: "Questa è l'immagine della testa di montone che ho trovato uscendo di casa alle ore 7,45 nell'aiuola davanti al mio studio. Per un guasto al motore il cancello del giardino questa notte è rimasto aperto. Ieri sera sono rientrato intorno alle 10 e per entrare in casa ho attraversato, come sempre, quel tratto del giardino dopo aver parcheggiato la macchina.
Ovviamente a terra non vi era nulla. Ora, o il montone è venuto a suicidarsi tagliandosi la testa, o qualcuno di notte si è introdotto nel mio giardino approfittando del cancello aperto ed ha depositato il macabro reperto." La scena suscita un sentimento di orrore, sicuramente ingiustificabile, che offende la civiltà e la bellezza di una città degna di migliori citazioni nelle cronache giornalistiche.
Un destino inutilmente triste anche per la povera bestia immolata incolpevolmente: "Comunque ho chiamato i Carabinieri che sono immediatamente giunti sul posto ed hanno provveduto a rimuovere il reperto. Non ho idea di chi possa aver compiuto il gesto, ma sicuramente se non è stato un mitomane vuol dire che dietro l'azione si nasconde un segnale che oggi ancora non so interpretare.
Se non è ancora decifrabile il messaggio, appare invece più che ovvio che chi ha ucciso un animale innocente solo per goliardia o per qualunque altra ragione getti discredito su una comunità così orgogliosamente operosa come è quella di Venafro che non merita di essere confusa con simili ignominie.
caterina sottile