Quarto assessore, rischi e rogne nascoste dietro all'annuncio di Frattura • Prima Pagina Molise
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20-04-2017, 10:59 • Campobasso • Editoriale

Quarto assessore, rischi e rogne nascoste dietro all'annuncio di Frattura

Il governatore Paolo di Laura Frattura
Il governatore Paolo di Laura Frattura
Alla fine il governatore potrebbe fare come in passato e la poltrona, tra tanti contendenti, potrebbe restare vuota anche nell'ultima parte della legislatura. Ecco perchè.

 Chiaramente non si farà, però intanto torna in agenda la nomina di un nuovo assessore. Torna come il maltempo a primavera (fatto più o meno consueto che si spaccia per eccezionale), come un abusato luogo comune e con tutto l'interesse che l'argomento suscita per i cittadini: marginale o nullo.  

In principio era il quinto e mai si è visto; da tempo e di nuovo oggi è il quarto e mai si vedrà (l'impressione che Primapaginamolise esprime con tanta sicurezza è basata su un archivio di ripensamenti di certa valenza storica). Il balletto sul prossimo assessore regionale torna di moda alla vigilia della fine della legislatura. Nominarne uno adesso per il presidente Frattura, sarebbe come salire su un treno sapendo che non c'è una sola barriera funzionante ad un solo passaggio a livello. Rischioso, più che rischioso. Problemi e rogne all'orizzonte nel periodo che più delicato del mandato: quello finale.  

Frattura sulla squadra di governo ha nicchiato fino a correre il rischio di apparire agli occhi dei più quello che in fondo non è. Eppure, lui, a capo di maggioranza che ha retto molto oltre le aspettative, ha estenuato i suoi prima con la possibile aggiunta del quinto assessore, poi, ridimensionati i numeri, con il quarto. Inevitabile nomina dopo l'abbandono strategico dell'ex vicepresidente Michele Petraroia.

Sembrava si dovesse per forza, Petraroia si è dimesso agli inizi del 2016 e invece sono passati 15 mesi. Come se niente fosse. In giunta tre compagni, con il grande vuoto della delega al lavoro e alla scuola.

 Oggi che i malumori sono più rumorosi, con le prese di distanze che da sotterranee si sono fatte concrete, ma poco male: c'è sempre un prode a rimpiazzare lo scontento, oggi che in più di qualcuno lavora altre candidature presidenziali, le prove dello sfacelo vanno considerate.

L'Egam prima fra tutte. La questuante, pretestuosa, strumentale e leziosa difesa dell'acqua come bene pubblico è servita a mostrare ufficialmente la rottura. Di Niro, di Scarabeo, di Totaro e di Petraroia. Pezzi importanti (elettoralmente) del centrosinistra.

Frattura guadagna un'astensione, quella di Nunzia Lattanzio. Un'astensione che vale l'ascesa al trono assessorile. Il giro di scommesse è partito.

Il Pd con la sua segretaria regionale, Micaela Fanelli, da sempre in odore di promozione assessorile sorride alla ricostruzione, meramente giornalistica: ci tengono a rimarcare. Sorride per scaramanzia o isteria. La paura c'è: vuoi mettere che alla fine nomina la Lattanzio assessore? E per che cosa? Per un'astensione sull'Egam? Il pochino che al Pd viene mente come giudizio sulla prestazione della consigliera, è anche condivisibile. Noi, deve essere il ragionamento dei fanelliani, alleati e supporter principali non meritiamo di più? Lo sfogo è represso ma c'è e inizia pure a serpeggiare.

Tanto che la migliore reazione all'indiscrezione sulla Lattanzio non può che essere questa: una scemenza, una assoluta scemenza.

Anche perché il Pd è il partito del presidente oggi e anche domani quando servirà una forza a candidarlo. La Lattanzio non è una scelta praticabile.

 
Ma se lui gliel'ha promesso o lasciato intendere? Come ne viene fuori Frattura? Accontenterà qualcuno sostenere che il Pd in giunta regionale ha già la sua bella rappresentanza, con Frattura ci sono Facciolla e Veneziale? Considerando che nel frattempo Petraroia non è più Pd e Totaro pure. Ce la farà il governatore a convincere che anche gli altri hanno bisogno di una voce? Ma gli altri non sono solo Nunzia Lattanzio. Sono tanti, Ciocca, Ioffredi, Niro, Micone, Monaco.  Rogne su rogne. E come se viene fuori? Facendo come sempre: non nominando.
Quarto assessore, era solo una puntata sfuggita? Si vedrà.

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