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30-12-2013, 0:31 • Campobasso • Editoriale

Caro Papa Francesco, il Molise vorrebbe essere difeso


di Catharina Sottile

In Molise, Santità, dopo molte scelte scellerate ed inutili, l'ambiente è ancora una volta svenduto. Come tunica di Cristo fra soldati avidi.

Vorrebbero insediare un allevamento intensivo di vitelle da latte. Una sorta di alloggio temporaneo per gli animali non ancora produttivi. Arriverebbero in questo territorio, dove io abito, dodicimila mucche.

Un progetto di molti milioni di euro, che quasi nessuno, tra la popolazione, ha accolto con favore. Ma pare che abbia dato la disponibilità, concedendo i terreni della Curia, proprio il Vescovo di Termoli

Caro papa Francesco, per me la fede in Dio è conoscenza, non accettazione oscura di verità indecifrabili. Sono cresciuta attratta dalla luce di volti bellissimi dipinti dai più grandi geni della terra. Rappresentavano il Gesù Bambino di cui mi parlava la mia suora all'asilo. Si chiamava Suor Giuseppina e morì di cancro giovanissima. Mi sentii abbandonata come quando si cade e non c'è nessuno a rialzarci.

Cosa significasse la parola cancro l'ho capito qualche anno dopo. Ma quando siamo noi i malati non ci fa paura. Ci terrorizza quando temiamo di perdere gli altri.

La bellezza di Gesù Bambino fra le braccia morbide e solenni di Maria che vedevo nei quadri, in chiesa, è stata la mia soluzione. La soluzione dell'Umanità al dubbio della violenza. Perchè è la violenza, Santità amatissimo, la vera causa del dolore del mondo.

La violenza contro le persone e la violenza contro il Creato. L'oltraggio della terra e dell'aria e dell'acqua ci ha resi disperati e affamati. Pur annegati in un mare di oggetti, di tecnologia, di bisogni inutili, sopravviviamo nella paura di non avere più aria da respirare e terra da coltivare. Io dico che Dio ci aiuterà a difendere il paradiso che ci ha donato. Ma dovremo cominciare col riconoscerlo.

In Molise, Santità, dopo molte scelte scellerate ed inutili, l'ambiente è ancora una volta svenduto. Come tunica di Cristo fra soldati avidi. Vorrebbero insediare un allevamento intensivo di vitelle da latte. Una sorta di alloggio temporaneo per gli animali non ancora produttivi. Arriverebbero in questo territorio, dove io abito, dodicimila mucche. Un progetto di molti milioni di euro, che quasi nessuno, tra la popolazione, ha accolto con favore. Ma pare che abbia dato la disponibilità, concedendo i terreni della Curia, proprio il Vescovo di Termoli, monsignor Gianfranco De Luca.

Sollecitato, anche attraverso gli spazi mediatici del web, Monsignor De Luca ha spiegato così la sua scelta: "Penso che dare la possibilità di presentare un progetto che viene a promuovere un territorio e a valorizzare il giá esistente, in questo caso la cooperativa "il Sorriso di Dio", sia non solo opportuno, ma doveroso da parte di chi vuol bene a questa terra e non cerca interessi personali o di "chiesa".

Altri hanno il compito di verificare la possibilitá e la fattibilitá di un progetto, sono gli enti preposti, e gli organismi amministrativi. Io personalmente, tantomeno questa Diocesi, non ho sposato la Granarolo, ma questa terra, nemmeno però ideologie e "partiti presi".

La libertà e la ragionevolezza hanno guidato il nostro discernimento che resta solo funzionale alla presentazione del progetto. Così come guideranno le eventuali scelte conclusive.

Non è l'interesse della vendita che non è nemmeno prevista in prima istanza, ma solo quello di valorizzare a muovermi. Sono comunque disponibile a ogni chiarimento, non nelle arene mediatiche ma nelle relazioni a personali, con chiunque. Anzi mi meraviglio chi fino ad oggi nessuno, mi ha chiesto direttamente, ma ha solo cercato di tirarmi per la .... Tonaca che non sempre porto".

La mia domanda, Santità, è perchè sotto la Croce del Creato umiliato e assassinato come Cristo dalla speculazione e dalla distruzione incosciente la Chiesa non sia Madre piangente ma contribuisca, con chiodi e martello, a crocifiggere questa regione innocente

Catharina Sottile

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