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02-08-2012, 1:00 • Campobasso • Politica

Vitalizi: è il sistema sotto accusa, non i beneficiari

Non si placano le polemiche in merito al ripristino dello status economico degli ex consiglieri regionali cui sono legati anche gli eredi.

Ripristino che ha scatenato un dibattito accesissimo nei palazzi della politica, sui blog e sulla stampa che è letteralmente bersagliata da pro e contro. I quali, anche a due giorni di stanza sono montati a dismisura creando un vero e proprio casus.

A questo punto è bene fare alcune precisazioni. Se si scorre l'elenco dei beneficiari, compaiono nomi che l'opinione pubblica non conosce, perché mogli e figli di chi ha ricoperto cariche in seno all'assise di Palazzo Moffa o di via XXIV maggio, allora sede della Giunta Regionale. Nomi cui nessuno ha pensato di additarli quali beneficiari di un privilegio che, vista la crisi che attanaglia il Paese, Molise incluso, potrebbe sembrare fuori luogo. Nomi che, giustamente hanno chiesto agli addetti ai lavori uno spazio che concediamo volentieri anche perché il dovere di chi informa non è solo quello di puntualizzare e se del caso portare a conoscenza dell'opinione pubblica, ma anche lasciare la replica e le giuste puntualizzazioni a chi si sente ingiustamente tirato in ballo.

Nei vari articoli che finora sono comparsi, inclusi quelli del sottoscritto, quello che è riportato non è assolutamente un attacco a queste persone, almeno per quello che mi riguarda, cui si deve il massimo rispetto, ma è l'attacco al sistema che non ha tenuto conto che oggi ci sono famiglie che non possono arrivare neanche a fine mese e di conseguenza non hanno la possibilità di comprare un chilo di pane o un litro di latte e questo credo che al di la delle polemiche e dei distingui sia una questione seria. Nulla "quaestio" sulle pensioni di reversibilità che, nella fattispecie si chiamano vitalizi, la questione è che sarebbe stato più gusto ed "elegante" lasciare la decurtazione che non cancellava assolutamente il dovuto, anzi lo conservava. Ecco perché ripetiamo con forza che le persone riportate nell'elenco non sono messe assolutamente in discussione anche perché il riconoscimento economico a loro dovuto è frutto di calcoli matematici che sostituiscono la pensione che in molti casi non si assomma a nessuna altra entrata e che ammonta addirittura a mille euro se non meno quale riconoscimento per una vita spesa a disposizione della collettività e questo non è cosa di poco conto.

Massimo Dalla Torre

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Succede anche questo a Palazzo Moffa. Antonio Federico e Patrizia Manzo hanno restituito 15mila euro, gran parte degli stipendi appena ricevuti. Sul web ricevono decine di messaggi di complimenti, ma nel Palazzo alcuni colleghi consiglieri gli fanno notare: «Vogliamo vedere come farete quando, come noi, riceverete quaranta inviti di matrimonio all'anno....».

 

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