17-07-2012, 21:44 • Campobasso • Politica
Paolo e la vespetta
unodisinistra(vero)
Il caldo di questi giorni fa sfoggiare al buon Paoletto una Vespetta con la quale si sente più radical chic.
Unico simbolo, posticcio e consumato, di un vestito che non gli appartiene.
L'abbiamo detto dal primo momento, e continuiamo: Paolo Di Laura Frattura nel centrosinistra, e per di più con la palma di leader, non c'entra veramente nulla.
L'inadeguatezza al suo ruolo è così evidente in quasi tutto quello che ogni giorno comporta scelte e prese di posizione da parte del centrosinistra sulla vita pubblica della Regione.
Lasciamo stare il suo compleanno, certamente non proprio festeggiato in modo sobrio con i cassintegrati, ma a bordo piscina con i più influenti imprenditori e professionisti della Regione in uno dei pochi locali "in" del capoluogo.
Passi, cioè, la vita personale, perché se è vero che Pierferdinando Casini da divorziato è leader dell'Udc e in questo Paese è tutto normale allora Paoletto nostro della sua vita personale può fare quello che vuole, tanto l'esempio da dare ormai è andato a farsi fottere da una vita.
Epperò ci sono cose e atteggiamenti che o Paolo li ha o non li ha.
Ma insomma, vi è sembrato giusto l'atteggiamento sul piano di salvataggio dello zuccherificio di Alfieri ? Quello sbraitare sul ruolo del Consiglio tradito e poi, in commissione, dire che sì, saremo guardinghi, ma tutto sommato il piano può funzionare.
Ci sono ventinove licenziati verso i quali Frattura ha speso pochissime parole, evidentemente molto poco sensibile a un tema che in tutta quella storia sarebbe l'unico cavallo di battaglia del centrosinistra.
Ma come dice Robertino Robespierre Ruta, "in Molise vincono i moderati, guagliò..."
Altro passaggio, il premio di produttività di diversi dirigenti regionali.
Ci voleva la sinistra estrema per denunciare un fatto gravissimo che dovrebbe far balzare dalla sedia chiunque si professa contro il "sistema" che vige in questa Regione ?
Evidentemente no, ci voleva solo buon senso. Ma forse si ha paura di farsi qualche nemico, e allora meglio lasciare questi argomenti agli "esagitati" Ciocca, Di Sabato e Macoretta.
Ma l'elenco in realtà è anche più lungo, e in generale si può riassumere nella totale estraneità, quando non nel trasversale opportunismo, di Paoletto di eludere tutto ciò che è di sinistra, o se si vuole, di centrosinistra.
Troppo silenzio, di fronte a decine di vertenze, sit in, gente che s'incatena...ma cosa diavolo deve succedere ancora nel mondo del lavoro perché Paolo scenda dal livello dei manager di terza, quarta fascia che albergano a sbafo da anni in questa regione e capisca che il suo ruolo, se lo sente, è un altro ?
La verità è che siamo di fronte a un candidato buono per affrontare un Michele Iorio bollito, quando l'anno scorso venne tradito da tutti per il voto disgiunto, che non era certo per consenso a Frattura che veniva accordato.
Questo, Paoletto, le sentenze di primo o secondo grado non lo scrivono; ma tu, in cuor tuo, chi sei lo dovrai dire, prima o poi.
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