03-07-2012, 11:02 • Campobasso • Economia/Finanza
Imprenditoria femminile, inizio d'anno tutto in salita

Dopo l'anno appena passato che ha visto una crescita
delle imprese "rosa" molisane debole e in controtendenza rispetto all'Italia, il primo trimestre inizia tutto in salita. Nel commentare i dati del primo trimestre dell'anno va
ricordato che, statisticamente, questo periodo presenta con una certa regolarità saldi negativi per via del concentrarsi a fine anno di un numero elevato di cessazioni di attività, il cui riflesso si registra negli archivi camerali nelle prime settimane del nuovo anno e che
ha fatto registrare tassi di crescita negativi in tutta l'Italia.
Tuttavia, il trimestre da poco concluso è caratterizzato dal numero di iscrizione meno brillante degli ultimi due anni,
pari al 12% in meno rispetto al primo trimestre del 2011 e al 20% in meno rispetto al 2010. All'inverso, le cessazioni sono diminuite dell'11% rispetto allo stesso periodo del
2011, ma in aumento dell'11% rispetto al 2010. In termini relativi, il tasso di cessazione (3,18%) registrato in Molise risulta superiore, non solo rispetto a quello dell'Italia (2,80%), ma anche rispetto a quello del Centro (2,58%) e del Sud e Isole (2,75%). Il tasso d'iscrizione, invece, risulta superiore solo a quello della Campania (1,49%) e della Basilicata (1,58%). Come sintesi di queste due dinamiche, a inizio anno, l'imprenditoria femminile registra un saldo demografico negativo che si riflette su un tasso di crescita pari a -1,57% che, nella graduatoria regionale, colloca la regione in penultima posizione
seconda solo alla Basilicata. Tra le province, solo quelle di Ragusa e Arezzo si differenziano per un tasso di crescita positivo, tra le altre è possibile identificare un
gruppo di province il cui tasso, seppur negativo, risulta comunque inferiore al -1%, e un altro gruppo con performance meno brillanti il cui tasso di crescita si aggira intorno al -2%. Nella classifica delle province, Campobasso (-1,57%) e Isernia (-1,58%) occupano
rispettivamente il 100-esimo e il 101-esimo posto.
In termini assoluti, a inizio anno l'anagrafe delle imprese conta 10.503 imprese registrate di cui il 93% dichiarate attive. L'andamento crescente, ma alquanto debole, riscontrato nel corso del 2011 si riflette sulla dinamicità delle imprese del primo trimestre che conta 141 imprese in meno rispetto allo stesso periodo del 2011 e 233 in meno rispetto al 2010.
Quanto a "femminilizzazione" del tessuto imprenditoriale, le regioni leader si confermano quelle della fascia meridionale, dove il Molise continua ad occupare la prima posizione con il 29,9% delle imprese "rosa". Seguono l'Abruzzo (27,7%), la Basilicata (27,6%) e la Campania (26,7%). Casi degni di rilievo si osservano anche nelle altre aree geografiche: tra le regioni del Centro, l'Umbria registra un tasso pari al 25,9%, mentre tra quelle del
Nord il primato lo detiene la Liguria con un'incidenza del 24,6%. Tuttavia, come più volte evidenziato, l'incidenza che ci colloca in prima posizione sta registrando, seppur lieve,
una progressiva e continua diminuzione.
Nel primo trimestre 2012, come è stato precedentemente illustrato, l'andamento delle imprese capitanate "in rosa", dopo la battuta d'arresto registrata nel corso della fine del
2011 e una crescita debole del secondo e del terzo trimestre, descrivono ancora un trend decrescente. Tuttavia, da un'analisi per forme giuridiche, si continua ad osservare un aumento soprattutto delle forme imprenditoriali più complesse, come ad esempio le
società di capitale che, seppur presentano un saldo demografico negativo di 6 unità, registrano una variazione dello stock +34 imprese registrate rispetto allo stesso periodo del 2011. Le società di persone, caratterizzate da un saldo demografico e da una differenza di stock negativi aprono l'anno in negativo.
Continua il trend negativo delle ditte individuali che ha caratterizzato l'andamento delle imprese-donna durante tutto il 2011 e che inizia l'anno con 155 imprese in meno.
I settori che maggiormente attraggono le imprenditrici molisane sono: il settore "Agricoltura, silvicoltura e pesca" (40,9%), il "Commercio" (22,6%) e i servizi (24,2%)
dove spiccano il turismo (7,6%) e gli altri servizi (8,7%).
Tuttavia, se la composizione percentuale evidenzia una concentrazione di imprese femminili nel settore agricolo,
l'incidenza sul totale delle imprese mostra una presenza significativa di imprese "rosa" soprattutto in altri settori: nelle altre attività di servizi, dove il tasso di femminilizzazione è pari al 53,9%, nella sanità e nell'assistenza sociale (51,5%), nell'istruzione (35,8%),
nell'alloggio e ristorazione (37,8%), ma anche nelle attività di noleggio e agenzie di viaggio (33,2%) e nel commercio (31,2%).
I settori in cui, in termini assoluti, le imprese femminili hanno manifestato la crescita maggiore sono stati i settori connessi ai servizi, in particolare: il settore "Attività dei
servizi di alloggio e ristorazione" (con 18 imprese in più, di cui 17 a Campobasso), le "Attività finanziarie" (+9) e le "Attività di noleggio, agenzie di viaggio e supporto alle
imprese" (+5). Significativi i saldi di stock evidenziati in settori apparentemente meno femminili come le "Costruzioni" (+7), dove se ne registrano tre in più nella provincia di Campobasso e quattro in quella di Isernia. Purtroppo, ad incidere maggiormente sulla negatività del saldo tra periodi, sono proprio i settori più numerosi senza riscontrare differenze significative tra le due province. Il settore dell'agricoltura perde 131 imprese,
quello del "Commercio" registra 36 unità in meno e le "Attività manifatturiere" perdono 10 imprese.
delle imprese "rosa" molisane debole e in controtendenza rispetto all'Italia, il primo trimestre inizia tutto in salita. Nel commentare i dati del primo trimestre dell'anno va
ricordato che, statisticamente, questo periodo presenta con una certa regolarità saldi negativi per via del concentrarsi a fine anno di un numero elevato di cessazioni di attività, il cui riflesso si registra negli archivi camerali nelle prime settimane del nuovo anno e che
ha fatto registrare tassi di crescita negativi in tutta l'Italia.
Tuttavia, il trimestre da poco concluso è caratterizzato dal numero di iscrizione meno brillante degli ultimi due anni,
pari al 12% in meno rispetto al primo trimestre del 2011 e al 20% in meno rispetto al 2010. All'inverso, le cessazioni sono diminuite dell'11% rispetto allo stesso periodo del
2011, ma in aumento dell'11% rispetto al 2010. In termini relativi, il tasso di cessazione (3,18%) registrato in Molise risulta superiore, non solo rispetto a quello dell'Italia (2,80%), ma anche rispetto a quello del Centro (2,58%) e del Sud e Isole (2,75%). Il tasso d'iscrizione, invece, risulta superiore solo a quello della Campania (1,49%) e della Basilicata (1,58%). Come sintesi di queste due dinamiche, a inizio anno, l'imprenditoria femminile registra un saldo demografico negativo che si riflette su un tasso di crescita pari a -1,57% che, nella graduatoria regionale, colloca la regione in penultima posizione
seconda solo alla Basilicata. Tra le province, solo quelle di Ragusa e Arezzo si differenziano per un tasso di crescita positivo, tra le altre è possibile identificare un
gruppo di province il cui tasso, seppur negativo, risulta comunque inferiore al -1%, e un altro gruppo con performance meno brillanti il cui tasso di crescita si aggira intorno al -2%. Nella classifica delle province, Campobasso (-1,57%) e Isernia (-1,58%) occupano
rispettivamente il 100-esimo e il 101-esimo posto.
In termini assoluti, a inizio anno l'anagrafe delle imprese conta 10.503 imprese registrate di cui il 93% dichiarate attive. L'andamento crescente, ma alquanto debole, riscontrato nel corso del 2011 si riflette sulla dinamicità delle imprese del primo trimestre che conta 141 imprese in meno rispetto allo stesso periodo del 2011 e 233 in meno rispetto al 2010.
Quanto a "femminilizzazione" del tessuto imprenditoriale, le regioni leader si confermano quelle della fascia meridionale, dove il Molise continua ad occupare la prima posizione con il 29,9% delle imprese "rosa". Seguono l'Abruzzo (27,7%), la Basilicata (27,6%) e la Campania (26,7%). Casi degni di rilievo si osservano anche nelle altre aree geografiche: tra le regioni del Centro, l'Umbria registra un tasso pari al 25,9%, mentre tra quelle del
Nord il primato lo detiene la Liguria con un'incidenza del 24,6%. Tuttavia, come più volte evidenziato, l'incidenza che ci colloca in prima posizione sta registrando, seppur lieve,
una progressiva e continua diminuzione.
Nel primo trimestre 2012, come è stato precedentemente illustrato, l'andamento delle imprese capitanate "in rosa", dopo la battuta d'arresto registrata nel corso della fine del
2011 e una crescita debole del secondo e del terzo trimestre, descrivono ancora un trend decrescente. Tuttavia, da un'analisi per forme giuridiche, si continua ad osservare un aumento soprattutto delle forme imprenditoriali più complesse, come ad esempio le
società di capitale che, seppur presentano un saldo demografico negativo di 6 unità, registrano una variazione dello stock +34 imprese registrate rispetto allo stesso periodo del 2011. Le società di persone, caratterizzate da un saldo demografico e da una differenza di stock negativi aprono l'anno in negativo.
Continua il trend negativo delle ditte individuali che ha caratterizzato l'andamento delle imprese-donna durante tutto il 2011 e che inizia l'anno con 155 imprese in meno.
I settori che maggiormente attraggono le imprenditrici molisane sono: il settore "Agricoltura, silvicoltura e pesca" (40,9%), il "Commercio" (22,6%) e i servizi (24,2%)
dove spiccano il turismo (7,6%) e gli altri servizi (8,7%).
Tuttavia, se la composizione percentuale evidenzia una concentrazione di imprese femminili nel settore agricolo,
l'incidenza sul totale delle imprese mostra una presenza significativa di imprese "rosa" soprattutto in altri settori: nelle altre attività di servizi, dove il tasso di femminilizzazione è pari al 53,9%, nella sanità e nell'assistenza sociale (51,5%), nell'istruzione (35,8%),
nell'alloggio e ristorazione (37,8%), ma anche nelle attività di noleggio e agenzie di viaggio (33,2%) e nel commercio (31,2%).
I settori in cui, in termini assoluti, le imprese femminili hanno manifestato la crescita maggiore sono stati i settori connessi ai servizi, in particolare: il settore "Attività dei
servizi di alloggio e ristorazione" (con 18 imprese in più, di cui 17 a Campobasso), le "Attività finanziarie" (+9) e le "Attività di noleggio, agenzie di viaggio e supporto alle
imprese" (+5). Significativi i saldi di stock evidenziati in settori apparentemente meno femminili come le "Costruzioni" (+7), dove se ne registrano tre in più nella provincia di Campobasso e quattro in quella di Isernia. Purtroppo, ad incidere maggiormente sulla negatività del saldo tra periodi, sono proprio i settori più numerosi senza riscontrare differenze significative tra le due province. Il settore dell'agricoltura perde 131 imprese,
quello del "Commercio" registra 36 unità in meno e le "Attività manifatturiere" perdono 10 imprese.
Focus
I dieci comandamenti di Domenico Iannacone, torna in tv con un programma tutto suo
Il giornalista molisano racconta la sua nuova trasmissione che parte il 13 maggio su Rai Tre. «Abbiamo percorso una strada nuova facendo una inchiesta morale, una cosa che in Italia non si faceva da tempo». E ci sarà anche una storia girata a Campobasso.
Segui PPM anche su facebook!
Approfondimenti
Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
Leggi anche:
• Personaggi/3 Votereste per quest'uomo ?
• Personaggi/2. Vitagliano, la "particella di Dio"
• Personaggi/1. Totaro, un ircocervo della politica molisana
Curiosità
Photogallery
Trenta d'Aprile
(2 foto)
Mediateca
Servizi





