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14-06-2012, 23:30 • Campobasso • Cronaca

Piedi d'argilla, Aldo Patriciello assolto anche in appello

La sentenza è venuta fuori poco dopo le 22. I giudici della Corte d'appello sono stati riuniti per quasi due ore e mezzo di camera di consiglio.
Il verdetto è stato chiaro: rigetto per l'appello del procuratore generale e rigetto dell'appello di tre dei quattro avvocati difensori.

Traducendo il linguaggio giuridico in parole povere significa che l'eurodeputato Aldo Patriciello è stato assolto anche in appello insieme all'imprenditore Francesco Paolo Pirollo. Confermate le condanne per Gaetano Patriciello (2 anni e 10 mesi), Massimo Zullo (2 anni e 6 mesi) e Orlando Pallotta (1 anno e 1 mese). Cambia la musica invece per Paolo Furner, assolto per non aver commesso il fatto.
I tre condannati non sconteranno la pena per effetto dell'indulto. Cosa che non era stata considerata dai giudici di Isernia sei mesi fa, il 23 dicembre. "Siamo soddisfatti perché è stata riconosciuta la colpevolezza degli imputati - ha dichiarato l'avvocato di parte civile Arturo Messere - abbiamo dimostrato che questa inchiesta si chiama Piedi d'argilla e non Piedi di latta. Il riconoscimento delle responsabilità civili resta, anche se la sentenza fra una settimana sarà prescritta. Chiederemo ancora un risarcimento danni di dieci milioni di euro".

Il pg La Rana non presenterà ricorso in Cassazione. Lo faranno invece gli avvocati della difesa che puntano sull'assoluzione completa e non sulla prescrizione che arriverà tra una settimana. Solo in caso di assoluzione piena cadranno anche gli effetti della sentenza. Il pg aveva chiesto un anno e quattro mesi per Aldo Patriciello e due anni per Pirollo.
Una discussione, quella del procuratore generale, che è durata circa trenta minuti e iniziata alle 15. Dopo che due degli imputati hanno (Paolo Furner e lo stesso Francesco Paolo Pirollo) hanno chiesto la parola per dichiarazioni spontanee.
In aula anche l'avvocato di parte civile Arturo Messere che, in difesa dell'Anas, ha sottolineato di essersi ripresentato davanti alla Corte d'appello soltanto perché nessuno degli imputati aveva deciso di risarcire i danni. Secondo Messere erano tutti colpevoli e l'avvocato ha insistito perché venga riconosciuta la penale responsabilità di ognuno di loro. I reati contestati erano falso ideologico, frode in pubbliche forniture e truffa.

Il processo riguardava uno stralcio dell'inchiesta sulla realizzazione della variante di Venafro. L'unico per il quale tutti e sei erano stati rinviati a giudizio. Il blitz è stato effettuato sette anni fa. Molti dei capi d'imputazione caddero prima di arrivare al processo di primo grado. Tanto che l'europarlamentare Aldo Patriciello organizzò una conferenza stampa a Campobasso nel lontano 2006 per dimostrare che l'inchiesta portata avanti era soltanto una bolla di sapone.

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