I poveri che lavorano e la nausea
Tra drammatici svilimenti della nostra costituzione, svilimenti dovuti ad improbabili telefonate notturne a questori dopo nottate hardcore, in Italia si sta carsicamente diffondendo una nuova figura che fino a pochi anni fa sarebbe stata una contraddizione in termini: il povero che lavora. Questa figura è rivoluzionaria, rivoluzionaria rispetto ai criteri di interpretazione sociologici del "secolo breve", rispetto a quel blocco pesante che dopo la seconda guerra mondiale e fino alla metà degli anni settanta vedeva il rapporto tra lavoro e povertà come un "gioco a somma zero": dove la povertà esisteva il lavoro mancava e dove il lavoro veniva praticato l'esclusione era legata a fattori soggettivi, a variabili endogene (tossicodipendenze, alcoolismo, crisi familiari, espulsioni improvvise dal mercato del lavoro, mai entrati nel ciclo produttivo, ecc...). Il povero che lavora è fenomeno nuovo, nasce però prima della decadenza da prodotto finanziario amerikano e si diffonde violentemente nell'Europa dei 27 dove 9 lavoratori su 100 sono alla frutta. Nell'Italia del bunga bunga le cose peggiorano se si considerano anche i lavoratori delle nuove "piattaforme contrattuali temporanee", quelle della precarizzazione esistenziale e del disastro generazionale, nel Sud i problemi si radicalizzano ulteriormente nel momento in cui si prendono in considerazione le difficoltà nell'accedere a servizi e beni giudicati essenziali nel condurre una vita dignitosa....comprendiamo perché quotidianamente la Carta Costituzionale viene aggredita.
Si , stiamo parlando di lavoratori, dai dati Cies, rapporto 2009, abbiamo " coppie monoreddito operaie con figli minori residenti nel mezzogiorno", "single e monogenitori operai del cento nord", "coppie monoreddito di imprenditori e impiegati" ma non solo!
Per osservare questi cittadini italiani basta farsi un giro nei mercati o negli hard discount e vedere le facce, si, le facce, quelle espressioni mortificate in competizione con la forza lavoro immigrata, stiamo parlando di un sistema del lavoro declassato, che riconfigura verso il basso le proprie aspettative di consumo e di status, che vede interrompersi violentemente quel processo di emancipazione verso l'alto che aveva visto protagoniste le generazioni dei padri, quella generazione che attraverso la pratica del "lavoro" ha realizzato quello che i padri costituenti avevano scritto nel 1948.
Ma quali sono le ragioni di questo decadimento? La sconfitta, una sconfitta storica, prima sociale e subito dopo politica. Perché le retribuzioni italiane arretrano di dozzine di punti percentuali rispetto alla media europea e nessun burocrate di livello sindacale e politico ne discute facendosi sorpassare dall'Istat? Forse perché troppo impegnati nella eliminazione del playboy per via giudiziaria? Il degrado morale in cui ci siamo ficcati appare sempre più ingovernabile. Infatti, lo scontro, ancora una volta, non è solo tra governo e opposizione, ma tra i poteri dello Stato in cui la politica mostra una sostanziale incapacità a trovare uno sbocco compatibile con l'assetto costituzionale, basta vedere la tristezza dei talk show di questi giorni.
Ma torniamo a noi, ai poveri che lavorano. Questa categoria non ha memoria, la mutazione antropologica subita ha destrutturato il proprio passato a ha reso la trasmissione della memoria alla generazione dei propri figli in seria difficoltà, chi se li può permettere i figli evidentemente.
La responsabilità è rintracciabile nell'arretramento di quello che fu il "Movimento operaio", data storica: Autunno 1980, marcia dei quarantamila, Fiat. Da quella data in poi si decise che contava di più la rappresentanza istituzionale di quel movimento che l'anima sociale, da quel momento in poi è iniziata la catastrofe politica e culturale. La lezione del referendum di Mirafiori è chiara. L'anima del movimento è scomparsa, decidendo di non partecipare più o di confondersi nel localismo populistico leghista o nella mortificazione clientelare del sud parassitario, in Molise siamo specializzati in questa pratica, spesso la chiusura in una radicale invisibilità. Con una drammatica differenza: la cancellazione dell'anima antagonista. La principale responsabilità di tutte le sinistre politiche e sindacali sta in questo: aver spento l'anima antagonista, il loro annullamento storico. Altro che bunga bunga....
Michele Di Giglio, Vie Nuove Pd Molise
I grillini, i soldi restituiti e lo strano problema dei consiglieri regionali: 40 inviti di nozze all'anno
Personaggi/4 Di Rocco, di professione Boh!
di nicola dell'omo
Eccolo qua, eccone un altro di personaggio che dimostra quanto poco gliene freghi delle regole.
Antonio Di Rocco, di professione Boh !
Leggi anche:
• Personaggi/3 Votereste per quest'uomo ?
• Personaggi/2. Vitagliano, la "particella di Dio"
• Personaggi/1. Totaro, un ircocervo della politica molisana





