E' datato 29 novembre 2010 l'ordine di pagamento numero 1112 con il quale Molise Acque mette mano al portafoglio per rimediare alla falla aperta con una delle due gare d'appalto per la costruzione degli acquedotti milionari.
Un danno rilevante sotto il profilo economico che segue un'inchiesta giudiziaria aperta e forse non ancora affidata ad un altro magistrato posto che all'epoca se ne occupò il procuratore Mario Mercone in persona che di lì a qualche mese fu trasferito a Cassino. E anche pesantissime ombre sul modus operandi e su strani legami politico-finanziari che oltrepassano i confini regionali.
Molise Acque al giro di boa, quindi: la "multa" milionaria da sborsare nelle casse della Bpt di patron Fusi (presunto socio occulto di Denis Verdini, ancora oggi al centro delle cronache giudiziarie in Toscana) è stata pagata.
Due milioni 148mila 934,91 euro.
Il 4 per cento di quell'appalto macchiato da troppe stranezze e gestito personalmente dall'ex dg della Molise Acque, come dimostrano le carte e nella fattispecie l'ordine di servizio numero 48 del 12 febbraio 2007 con il quale l'allora direttore generale Matteo Pasquale nominava i quattro funzionari della commissione "presieduta dallo scrivente".
Fra i rilievi della Magistratura amministrativa alla quale la Bpt ricorse a margine della inconsueta procedura di aggiudicazione dell'appalto (prima della scadenza dei termini, quando però un quotidiano locale, Nuovo Oggi Molise, aveva già acceso i fari sulla vicenda) anche quello relativo alla procedura di nomina della Commissione stessa (sia il presidente che i componenti della commissione sono poi stati indagati).
La cifra esatta che Molise Acque avrebbe dovuto sborsare ammonta a due milioni e 52mila euro circa. Ma a questi si sono aggiunti circa 95mila euro di rivalutazioni e interessi, cresciuti in questi anni nel corso dei quali la faccenda non è stata chiusa.
Ma le novità non finiscono qui.
Appalti, inchieste, ricorsi, condanne (pecuniarie) da espiare e anche una spy story.
(continua)