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06-04-2010, 0:15 • Termoli • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!

Il centro sinistra e lo ScappaGB

Quando a Termoli c'era Lui, Girolamo, nell'altra metà del cielo c'erano i comunisti. In Russia c'era il KGB e a Termoli c'erano i nemici di Girolamo e della Dc. Le elezioni non le vincevano quasi mai, ma neppure le perdevano. Oggi è difficile spiegare ad un elettore che magari ha da poco compiuto 18 anni ed è alla sua prima esperienza, come si faccia a non perdere anche se alle urne i numeri dicono di si. Eppure, è così quando perdere le elezioni o vincerle non basta a disperdere le forze, ad annullarle. A Termoli il PD, che fino ad oggi era la più grande forza di opposizione, ha perso davvero, perché al momento, manca un progetto successivo, manca una linea difensiva per spiegare agli elettori perché la maggiore forza di opposizione, maggioranza uscente, non è neppure al ballottaggio. Al ballottaggio però c'è Filippo Monaco, e per fortuna non ha mai rinnegato la sua appartenenza al PD e al centro sinistra. Se non ci fosse stato, se si fosse fatto da parte, dovremmo immaginare, così, tanto per fantasticare, che al ballottaggio sarebbero andati solo Di Brino e Di Giandomenico: voto bulgaro! Roba da KGB, davvero.  Però, per fortuna, non siamo nella Russia di Brezniev e neppure nell'Italia delle convergenze parallele. Siamo nel 2010 ed abbiamo tutti gli strumenti, culturali, tecnologici, morali persino, per conoscere e per scegliere. 

Remo Di Giandomenico, da parte sua, ha ottenuto il 15% ed è il risultato da cui partire per ragionare di queste elezioni. Ha spruzzato la campagna elettorale di colori forti contro l'invasore isernino ma ha insistito sulla consistenza politica della sua lista. Perchè una persona come Di Giandomenico fa leva sul progetto e non sulla facile personalizzazione? Perchè probabilmente ha cercato, semmai, di compensare la mancanza di un apparato ampio come quello di Di Brino, con una presenza chirurgicamente politica, puntando all'elezione di almeno tre dei suoi. Proveniva da sei anni di assenza, seguita ad un vero e proprio capovolgimento delle carte in tavola,  ed è tornato evitando accuratamente di apparire un partito a sè. Era fin troppo semplice vederlo in quel ruolo ma se l'è scrollato di dosso. Ha ottenuto 3227 voti, ciò che ha potuto raccogliere con le sue sole forze, ed ha ricostituito il suo alveo naturale. Eppure, lui stesso sa bene che in una coalizione avrebbe avuto molto di più.  Ora potrebbe lanciarsi in una incursione di ‘banditismo politico', riversando i suoi voti su Monaco o potrebbe tenersi stretto il risultato e aspettare di vedere cosa fa Di Brino da solo. L'anomalia è che se vincesse Filippo Monaco avrebbe oggettive difficoltà di governare in un Consiglio quasi tutto del PDL che potrebbe coalizzarsi per sopraggiunte ragioni di utilità. In un quadro così demagogico, Remo deciderebbe, dall'opposizione, 'se vincere e vince-remo'. Ma dopo le elezioni. Non mi pare serio e non mi pare che gli renderebbe giustizia.

Al di là dei giochini di fantasia, di fatto, ha avuto più voti del PD,  che a Termoli è stat0 maggioranza fino a pochi mesi fa e che in Italia è tradizionalmente forza popolare. Significa che un solo uomo del PDL, con due sole liste ha avuto più voti del più grande partito di opposizione. E vuol dire anche che il PDL, a Termoli, ha così tanti voti da essere maggioranza e opposizione di se stesso. Fossi in Bersani, mi preoccuperei molto.

Perchè Di Giandomenico ha tentato di dare al proprio isolamento forzato un peso politico e il PD ha cercato l'isolamento perdendo, al contrario, rappresentatività politica? Una città ha bisogno di essere amministrata e ci sono due cose che hanno infastidito gli elettori: la guerra, quasi personale, contro Michele Iorio a destra, e la guerra, altrettanto personale, contro Filippo Monaco, a sinistra. Il risultato delle urne ha spiegato, una volta ancora, che la gente sceglie chi si espone e scende in strada, chi entra nella realtà quotidiana e risponde viso a viso. Che Ermina Gatti, candidata PD, abbia riscosso un buon successo personale  non significa che abbia convinto gli elettori che dietro di lei c'era un progetto, un apparato in grado di elevare a ‘materia di Governo' la sua naturale ed innegabile combattività. La gente di Termoli ha dato un segnale importante ed ha votato i partiti non le ‘personalità forti'. Evidentemente, ha bisogno e chiede di fidarsi dei progetti a lungo termine, indipendentemente da chi li rappresenta oggi o fra un mese. Per questa ragione trovo inutile ed autodistruttiva la guerra contro Michele Iorio, a danno di Di Brino. Di Brino è diretta espressione di quell'enturage ma, proprio per questo, ne impersona la progettualità e la capacità di penetrazione politica sul territorio. Esattamente come Monaco, è portavoce di una coalizione forte, non estemporanea e non funzionale solo a queste elezioni. Ma per esserci, Filippo Monaco ha dovuto giocare da libero. La tradizione togliattiana del complesso di Crono è ancora viva, a quanto pare. Chissà quando a sinistra la smetteranno di fare primarie e affronteranno davvero l'avversario, quello esterno.

Caterina Sottile
tintarelladiluna@ymail.com

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