05-10-2009, 0:55 • Campobasso • SIGNORE E SIGNORI, BUONANOTTE!
Chiedimi tutto...Iorio risponde sulla lettera a Scajola: nucleare? Ma noo
Una risposta che vale 2

Nella foto: il Ministro Claudio Scajola con Michele Iorio
Due risposte
ad una sola domanda: Iorio-Berlusconi, 2 a 0!
di Caterina Sottile
Il Presidente Iorio risponde sempre alle domande. Qualche volta, riesce persino a rispondere a due domande in una volta sola. L'allarme nucleare, quanto mai concreto, ha diffuso un malessere profondo tra i molisani. La sensazione è che non sia bastato accettare il sacrificio della turbogas, dei parchi eolici e di tutte le scelte compiute fino ad oggi per la produzione di energia. Ogni volta la ‘trattativa' con l'opinione pubblica si fondava sul concetto abusato di ‘male necessario' per evitarne uno peggiore. Finchè, quello peggiore in assoluto, una centrale nucleare e il suo corredo di scorie, si è palesato davvero. Peraltro, il sacrificio, fino ad oggi, è sempre toccato al Basso Molise: dalla razionalizzazione degli Ospedali alla pianificazione energetica, la pallina della roulette russa si ferma sempre tra Termoli e Larino: tra le colline e il mare o, se preferite, tra lo sviluppo che poteva essere e quello che rischia di non essere più.
Due risposte
ad una sola domanda: Iorio-Berlusconi, 2 a 0!
di Caterina Sottile
Il Presidente Iorio risponde sempre alle domande. Qualche volta, riesce persino a rispondere a due domande in una volta sola. L'allarme nucleare, quanto mai concreto, ha diffuso un malessere profondo tra i molisani. La sensazione è che non sia bastato accettare il sacrificio della turbogas, dei parchi eolici e di tutte le scelte compiute fino ad oggi per la produzione di energia. Ogni volta la ‘trattativa' con l'opinione pubblica si fondava sul concetto abusato di ‘male necessario' per evitarne uno peggiore. Finchè, quello peggiore in assoluto, una centrale nucleare e il suo corredo di scorie, si è palesato davvero. Peraltro, il sacrificio, fino ad oggi, è sempre toccato al Basso Molise: dalla razionalizzazione degli Ospedali alla pianificazione energetica, la pallina della roulette russa si ferma sempre tra Termoli e Larino: tra le colline e il mare o, se preferite, tra lo sviluppo che poteva essere e quello che rischia di non essere più.
Il documento più duro che i giornali molisani hanno diffuso forse è proprio quello firmato dai Vescovi: "Non e' tollerabile che la tanto decantata vivibilità della terra molisana, sia così compromessa dall'inerzia - non vorremmo tacita complicità - del governo regionale. Il Molise è, di fatto, terra di conquista senza diritto né di parola né di difesa della propria terra, del proprio ambiente e del proprio futuro! Attendiamo risposte chiare circa le posizioni assunte e assumibili dal governo regionale, non a parole, ma in atti politici, legali e amministrativi miranti solo ad una giusta e doverosa tutela delle genti e del territorio Molisano. Firmato: Arcidiocesi Campobasso Bojano, Diocesi di Isernia-Venafro, Diocesi di Termoli-Larino,Diocesi di Trivento..."
E la risposta è arrivata. A Primapaginamolise.it, di persona, Iorio chiarisce che la lettera non c'è; ai Vescovi risponde indirettamente con gli emendamenti allo Statuto: "Il riconoscimento delle radici cristiane del Molise; il riequilibrio territoriale per garantire uno sviluppo ecocompatibile che fermi in tutte le aree lo spopolamento e attragga nuovi abitanti; la tutela delle minoranze linguistiche; il riconoscimento e la promozione del ruolo importante, per lo sviluppo di tutto il territorio regionale, del mondo dell'associazionismo, sia laico che cattolico. Lo Statuto deve esplicitare con chiarezza le basi culturali e religiose che caratterizzano il popolo molisano ed indicare, sulla base di ben specifici valori e principi che sono propri di questa regione, le strade da percorrere per uno sviluppo armonico di tutto il suo territorio". In queste righe c'è tutto ciò che volevamo sentire.
Vogliamo fidarci: "Non c'è nessuna lettera". Così parlò Michele Iorio! Finché la parola di un presidente varrà più di ogni altra, ne prendiamo atto e aspettiamo, fiduciosi ma attenti.
Vogliamo fidarci: "Non c'è nessuna lettera". Così parlò Michele Iorio! Finché la parola di un presidente varrà più di ogni altra, ne prendiamo atto e aspettiamo, fiduciosi ma attenti.
L'editoriale di Pietro Colagiovanni
La domanda posta da primapaginamolise.it
Il documento dei Vescovi del Molise
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