È appena uscito dalla tipografia l'ultimo libro dello scrittore venafrano Amerigo Iannacone, "... E poi il Fiume Giallo", (Edizioni Eva, collana "I Colibrí", luglio 2012, pp. 92, € 9,50).
Si tratta di una raccolta di "Annotazioni linguistiche", come recita il sottotitolo, che per la maggior parte sono uscite nella rubrica "Appunti e spunti", del mensile "Il Foglio volante - La Flugfolio".
«Il giornalista racconta i fatti. - Scrive tra l'altro in prefazione Giuseppe Campolo - Un giornalista onesto e intelligente non li strumentalizza e gli dà misura. Un giornalista vero ci ragiona, medita alla luce del suo amore di giustizia, la quale trova il suo apice nella libertà. Amerigo Iannacone fa questo indefesso lavoro di leggere i fatti, elaborarli dentro l'anima e soffrirli, da una vita, per poi con semplicità e pacatezza, senza ira e senza disgusto o cipiglio da spadaccino, espone il frutto maturo asciutto e senza resa in brevi, inconfutabili e lievi, pur dal fondo drammatico, articoli quasi dimessi che finiscono con l'avere voce potente. Passo dopo passo, voglio dire: "Flugfolio" dopo "Flugfolio", affronta i segni di una decadenza di civiltà, mostrandone l'assurdità, l'inutilità, la poca convenienza, confermandoci la nostra impressione di un vortice di ineluttabilità insensata in cui siamo coinvolti. Egli, fra i pochi, oppone il suo remo, trovandoci consenzienti e volgendoci al desiderio di aiutare; e cosí, in noi, sorge una piccola speranza».
Amerigo Iannacone è autore di piú di una trentina di libri che abbracciano vari generi. Tra i piú recenti: Cronache reali e surreali (2008), racconti; Il paese a rovescio e altre fiabe (2008); Parole clandestine (2010), poesie; Prefazioni e postfazioni (2010); Matrioska e altri racconti (2011); Poi (2011), poesie, premio "Libero De Libero".
Ha inoltre tradotto diversi libri, dal francese in italiano e dall'italiano in esperanto. Aldo Cervo, Giuseppe Napolitano, Leonardo Selvaggi e altri hanno pubblicato saggi su di lui. Sue poesie e libri sono stati tradotti in varie lingue.
Di seguito, la nota che dà il titolo al volumetto.
... E poi il Fiume Giallo
Scrivevo in questa stessa rubrica nel 1993 che «Se Don Lisander, oltre un secolo e mezzo fa, andava a sciacquare i suoi panni milanesi in Arno, noi oggi ce ne andiamo a fare il nostro bucato linguistico nel Tamigi». Prendeva da questo il titolo il mio volumetto Dall'Arno al Tamigi.
Sono le mode. E, non ce ne accorgiamo, ma le mode ci vengono subdolamente imposte da chi ha potere (che sia potere politico, militare o economico). Un secolo fa, nel 1917, Libero Bovio scriveva, nella canzone "Reginella": «Stive 'mmiez'a tre o quatto sciantose e parlave francese». Perché allora parlare francese era tanto "chic", oggi è chic parlare inglese.
Ma le mode passano e anche il potere (oggi, direi, conta soprattutto quello economico) si sposta, non sono sempre gli stessi a detenerlo. Da un po' di tempo il potere si va spostando verso est. E non è escluso - sintomi già ce ne sono - che in futuro dovremo andare a sciacquare i nostri panni inquinati nel Fiume Giallo.