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11-06-2012, 16:57 • Venafro • Cultura

Presentati a Venafro i nuovi libri di Giuditta Di Cristinzi "Filastrocche per un anno" e "Gente del Sud" da poco usciti nella casa editrice venafrana Edizioni Eva

Sono stati presentati a Venafro, in una sala affollata e partecipe, i nuovi libri di Giuditta Di Cristinzi "Filastrocche per un anno" e "Gente del Sud" da poco usciti nella casa editrice venafrana Edizioni Eva.

La preside Vincenzina Scarabeo ha aperto la serata con un'ampia introduzione, non limitandosi a presentare la poetessa e i relatori ma entrando anche nel merito cirtico della poesia di Giuditta Di Cristinzi.

Si sono poi avvicendati i relatori. Amerigo Iannacone ha brevemente esaminato di tutti e quattro i libri pubblicati finora dalla poetessa e ha parlato tra l'altro di «una poesia fondamentalmente positiva e ottimista» sostenendo che un po' da tutta l'opera «traspare l'oraziano carpe diem, che in qualche modo diventa della vita se non una soluzione almeno un balsamo lenitivo».

Delicato e toccante l'intervento di Antonio Vanni che ha parlato delle "Filastrocche" e ne ha letto diverse e vi ha trovato un'affinità ideale ai testi ritrovati dei bambini che durante la seconda guerra mondiale furono tenuti nel ghetto di Terezin destinati al campo di sterminio di Auschitz.

Profondo e al tempo stesso accattivante, come sempre, l'intervento di Aldo Cervo.

«Tutto si può dire di Giuditta Di Cristinzi - ha detto tra l'altro, parlando delle Filastrocche - meno che difetti di fantasia. È sorprendente come riesca a inventarne una per ogni materia di apprendimento, dalla storia alla geografia, dall'aritmetica alla grammatica, dalla botanica alla meteorologia, dall'astronomia alla musica, dai momenti di vita domestica alle ricorrenze civili e religiose, trovando persino il modo di volgere in poesia il linguaggio contratto e cifrato dei messaggini, come delle ultimissime diavolerie dell'Informatica».

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