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10-12-2011, 2:37 • Campobasso • Sport

Ciclone Meneghin, sala piena per il galà del basket molisano

Passione, esperienza e simpatia al servizio del basket italiano.
Questo è Dino Meneghin, 61 anni dei quali 45 trascorsi nella pallacanestro d'alto livello prima come giocatore, poi come dirigente, commentatore tv ed ora presidente federale. Grazie alla sua presenza la Sala della Costituzione di Campobasso, dove si è svolto il "Galà sotto canestro" organizzato dalla Fip Molise del delegato regionale Marco Lombardi, era stracolma. Tra addetti ai lavori, appassionati e curiosi, tutti volevano vedere da vicino ed ascoltare la gloria numero uno della palla a spicchi italiana.

Giornata fitta di impegni quella di Meneghin, tra incontri istituzionali, la presentazione del suo libro "Passi da gigante", la conferenza stampa e la cerimonia finale. "Ora che ho conosciuto la vostra ospitalità - ha detto col suo inconfondibile humour - so che quando mi deprimerò nella grigia Milano o nella caotica Roma potrò raggiungervi per respirare un po' d'aria buona e tirarmi su".
Battute, ma anche argomenti seri. Come quelli affrontati nell'incontro con la stampa locale. Innanzitutto i consigli ai giovani: "Non sprecate tempo e talento, dedicatevi a quello che vi piace. Non vi scoraggiate mai per un brutto voto a scuola, per una partita persa o per un tiro sbagliato. E non cercate scorciatoie come quelle che può offrire il doping". Temi toccati anche parlando del suo libro, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza: "Ho voluto raccontare un po' di aneddoti sulla mia lunga carriera perché la pallacanestro è gioia".

Parlando del momento difficile di un basket italiano in cerca di rilancio, Meneghin ha ammesso che la strada, oltre che in salita, è anche lunga: "Ma si riparte dallo zoccolo duro dei tre campioni che abbiamo nella Nba" ha detto, aggiungendo anche un riferimento all'imminente avventura di Ettore Messina con i Lakers come esempio positivo per il sistema. Quanto alla ‘base', il presidente federale ha individuato nel perfezionamento dei tecnici il primo passo per il rilancio dell'attività periferica: "Il Coni ha tagliato molti fondi per le federazioni - le sue parole - e stiamo lavorando per compensare queste perdite provando a reperire un po' di sponsorizzazioni. In questo frangente di crisi economica generalizzata non possiamo pensare a grandi progetti di promozione, ma puntare intanto sull'aggiornamento degli allenatori di base per far crescere la qualità media del basket italiano. Fermo restando il principio numero uno: entrare nelle scuole".

L'ex centro di Milano, Varese e Trieste ha anche promesso di portare in Molise una nazionale giovanile. L'idea è appena stata lanciata, ma si parla già della possibilità di far disputare una partita di una selezione azzurra a Campobasso, in quel Palaunimol che continua ad essere off limits per le prime squadre del capoluogo, costrette a giocare in un cadente Palavazzieri.
Finita la festa, il basket molisano torna alla triste realtà di un 2011 nel quale sono scomparse due squadre di vertice e si sono svuotati i palazzetti. Al Galà si sono rivisti tanti ex dirigenti e giocatori, da Luigi Artese a Luciano Di Vico, passando per Lillo Sabelli, Alberto Gatti e molti altri. Basterà l'effetto Meneghin per riportare un po' di entusiasmo?

Giuseppe Villani

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