11-06-2012, 20:55 • Isernia • Politica
Isernia, il centrodestra rimedia la seconda bordata di fischi in 2 giorni

Una bordata di fischi. Un'altra. Questa volta non sotto un balcone ma dentro l'aula del Palazzo di Città ad Isernia.
La rete anche questa volta ha fatto la differenza: le dimissioni protocollate qualche minuto prima delle 14, davanti ad un notaio, di 18 consiglieri di maggioranza (tre neo consiglieri con senso di responsabilità non hanno dato seguito alle indicazioni dei partiti) sono diventate subito un tam tam su Facebook. Tutti gli internauti immediatamente a conoscenza di quanto avvenuto e di quanto doveva avvenire.
La sala consiliare è piena, si dovrebbe tenere il primo consiglio comunale dell'era De Vivo sul quale si è addensata l'ombra oscura di quell'atto che lo stesso primo cittadino definisce - in un video postato su youtube - una violenza.
Non c'è il numero legale quindi il Consiglio, il primo nel corso del quale si sarebbe dovuto procedere alla convalida degli eletti, non si tiene.
Ma gli isernini sono lì, dopo l'appuntamento fissato in rete: il brusio in sottofondo rende vivida la sensazione del nervosismo. E poi le parole liberatorie. Vergogna, vergognatevi, buffoni.... buffoni...
Si è calpestata la volontà popolare, si è violentata l'istituzione, si è volatilizzata - con un atto di presunzione politica - la scelta degli isernini che hanno votato Ugo De Vivo.
E' sempre il sindaco che commenta con rammarico questa scelta, che ha parole dure - anche se con il consueto tono pacato -verso chi si è macchiato di un gesto di disprezzo così forte, evidente, d'impatto.
La seconda bordata di fischi in 2 giorni. Domenica era toccato a Gino Di Bartolomeo e Michele Iorio, duramente contestati dalla piazza al termine del corteo dei Misteri.
Oggi è toccato a chi si è dimesso, a chi ha spinto per questa decisione. Il centrodestra, del resto in Molise, è Michele Iorio ormai al gradino più basso del suo appeal politico. E oggi più che mai diviso tra ciò che predica (collaborazione con i partiti dello schieramento avverso per il bene comune del territorio) e quello che mette in pratica.
Il sindaco si sofferma sulla opportunità morale di questo atto, lo contesta davanti alla telecamera e sottolinea anche il dato emerso in queste ultime ore.
Occorrerà verificare se le dimissioni faranno cadere il Consiglio comunale (l'intento principale del centrodestra che non è riuscito a battere il centrosinistra con la forza dei voti) siano possibili: oggi in aula si sarebbero dovuti convalidare gli eletti quindi le dimissioni potrebbero essere relative ai singoli e non all'intero organo. Dimissioni valide oppure no? Per questo il Consiglio è stato rinviato affinché Prefettura e Ministero degli Interni possano risolvere la questione sotto il profilo giuridico.
Secondo il TUEL il sindaco nella prima seduta per prima cosa deve procedere alla convalida degli eletti e poi procede alla analisi degli altri o.d.g...ma -si chiede un avvocato nella piazza virtuale di Fb - se tra la proclamazione dei consiglieri e la rispettiva convalida vengono riscontrate cause di ineleggibilità e/o incompatibilità come bisogna comportarsi con i consiglieri dimissionari?...
Al momento i consiglieri che si sono dimessi sono stati solo proclamati, la loro elezione non è stata ancora convalidata.
"Amareggiato, sconcertato e sconfortato - ha detto il sindaco De Vivo - una violenta offesa arrecata alla cittadinanza. Tra le ragioni del bene comune e quelle della politica hanno prevalso le seconde e sono state affermate attraverso le dimissioni. Sono i politici che si sono dimenticati dei cittadini, delle loro emergenze, della povertà che ho potuto constatare in queste settimane. Questi politici dimissionari non hanno avuto alcun ritegno nei confronti di queste persone".
A Palazzo c'erano anche gli amici del centrosinistra che hanno condiviso questa bella vittoria del sindaco De Vivo, sulla quale ha pesato la brama di potere di chi ha perso. Un atto - quello messo a segno dai dimissionari dietro preciso diktat dei partiti del centrodestra - che avrà ripercussioni vista la distanza siderale tra la politica e i cittadini che ha evidenziato in tutta la sua crudezza questa storia tutta molisana.
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