11-06-2012, 18:06 • Campobasso • Cronaca
Corpus Domini, l'invito alla sobrietà di Bregantini dopo i fischi della piazza alla politica

Quando si è affacciato al balcone del Palazzo comunale per benedire gli Ingegni, l'arcivescovo Bregantini ha fatto il pieno di applausi. Non è andata altrettanto bene al sindaco Di Bartolomeo, soprattutto quando ha rivolto il suo grazie al presidente Iorio, anche lui presente sulla scena. Ma cos'è successo a Corpus Domini? E, soprattutto, perché i campobassani hanno espresso tanto dissenso nei confronti dei politici? Sembrerebbe che la città non abbia gradito i tagli che hanno reso la festa dei Misteri più sobria. Sul punto è intervenuto proprio il vescovo invitando tutti alla sobrietà e alla solidarietà.
"Quello di ieri è stato un episodio triste e sgradevole per la città di Campobasso e per il Molise. La solennità del Corpus Domini dove l'attenzione si sposta sull'intima relazione esistente fra Eucaristia e Chiesa, fra il Corpo del Signore e il suo Corpo mistico è stata minata dal sentimento della rabbia, in questo tempo caratterizzato da inquietudini, e preoccupazioni causate dalla perdita del lavoro, dalle risorse che ogni famiglia scarseggia ad avere. Il dissenso verso le istituzioni attraverso i fischi sono stati un gesto non idoneo che ha ben pensato di risparmiare le risorse economiche. I soldi risparmiati e devoluti ai bisognosi ed ai terremotati son il simbolo del ‘pane spezzato'. Carissimi amici -ha detto padre GianCarlo -, i soldi saranno utilizzati per il bene di tutti. I media devono essere più progettuali e dentro i fatti. Non basta dire ‘avremmo voluto' o ‘c'è stato un calo di tono'. La festa non è fatta dal cantante ma è fatta dai ‘Misteri e dai Mestieri' di gente che guarda avanti con coraggio".
Durante la processione, il pensiero forte è stato rivolto a tutte le famiglie, ai malati, ai carcerati, agli ambienti di lavoro, di vita, alle scuole, al mondo dell'informazione. Il Signore Gesù porti luce e speranza, chiarezza e soprattutto un pezzetto di cielo, ottimismo che aiuti a superare la crisi. Non si può vivere senza speranza, senza cielo, senza cuore. Rafforzare i segni belli e le tradizioni che ci sono".
Il messaggio conclusivo di monsignor Bregantini, nella solennità del Corpus Domini, è racchiuso dentro tre parole "Eucaristiche" di speranza e futuro: il ‘grazie' anche per i giorni tristi e la solitudine, la ‘notte' di guerre di ingiustizie, della precarietà che si trasforma in luce ed il ‘cielo'. Non c'è Eucarestia che non sia sempre sguardo al cielo. È cielo quando i giovani tornano alla terra e la coltivano, è cielo il perdono nelle famiglie e in città! E' cielo quando la bellezza gustata nella festa aiuta a vincere il male! Campobasso è città Eucaristica!".
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